Fiorentina consapevole, ma rischi evitabili. Cambi in ritardo, la nuova solidità mentale è servita nel finale. Ranieri che salvataggio: il migliore insieme a Kean e Fagioli (a parte uno svarione). Ora calcoli contro il Jagiellonia e testa a Udine
Agganciata quota 24 con Lecce e Cremonese, anche se il Pisa è un boccone lesso nel primo tempo e dopo i cambi prende campo e coraggio aggiungendo un po’ di elettricità nel finale: in realtà ci raccontano le statistiche che è tutto abbastanza semplice per la Fiorentina (non ci sono parate di De Gea) e perfino l’agonismo del derby resta a lungo nelle parole, prima della pioggia di cross nell’area viola. Più elicotteri che brividi, soprattutto nella prima frazione in totale controllo contro il povero Pisa, che sembrava mentalmente già retrocesso in B, anzi in C: alla Fiorentina era bastato tenere palla e giocare con semplicità, la consapevolezza di non avere problemi a bordo di un possesso declinato in modo inevitabile, preciso, lineare.
Del resto per 45 minuti il Pisa trema assai e resta basso _ sembra quasi che esca voglia uscire dal _ e Kean segna dopo pochi minuti su delicato assist di Canestrelli. La Fiorentina punta sull’ordine, anche se nel secondo tempo immaginando probabilmente non poter giocare peggio del primo. Hiljemark ci prova con due torri in attacco (Durosinmi e Meister) e gli equilibri cambiano. La Fiorentina perde campo e Vanoli (squalificato) ci mette forse un po’ troppo prima di cambiare qualcosa, lo fa al 75’ con Comuzzo e Fazzini per Dodo e Solomon, un po’ il replay di quello che si era visto contro il Torino. Stavolta però va bene e c’è lo spazio per alzare per la prima volta la testa dall’apnea del terz’ultimo posto in solitaria. La Fiorentina è cambiata in modo sensibile da gennaio in poi, dopo averli più volte caldeggiati la scorsa estate mi chiedo come facesse la Fiorentina a giocare senza esterni di attacco. Un mistero calcistico che un giorno, forse, sarà spiegato.
Grazie all’ampiezza, Kean ha ricevuto palloni giocabili in modo diverso e si è sforzato di essere perfino altruista con Ndour al limite dell’area (avrebbe fatto meglio a tirare). Bravo Fagioli, a parte lo svenimento che avrebbe potuto causare guai seri se Ranieri non fosse stato protagonista di un intervento clamoroso su Meister. Abbiamo ritrovato la Fiorentina ideale dal punto di vista degli effettivi, a parte la squalifica di Mandragora e il recupero di Gudmundsson (comunque in panchina insieme a Rugani). Altra pillola: da novembre 2024 Kean non segnava in tre giornate consecutive di campionato e qualcosa vorrà dire.
Il menù viola ora propone il ritorno contro il Jagiellonia e a occhio _ se escludiamo clamorose sorprese dopo lo 0-3 in Polonia _ l’incrocio di giovedì prossimo al Franchi (18.45) dovrebbe essere in discesa. Poi il filotto con vista sul possibile allungo anti serie B (Udinese fuori, Parma in casa e Cremonese in trasferta) che potrebbe liberare la mente in campionato per concentrarsi sulla Conference, mai come quest’anno frequentata da squadre alla portata di una Fiorentina ritornata nei propri cenci. Agli Ottavi si sono già qualificate in ordine alfabetico Aek Atene, Aek Larnaca, Mainz, Rakow, Rayo Vallecano, Shakhtar Donetsk, Sparta Praga, Strasburgo, insomma mica c’è il Chelsea come lo scorso anno. Quindi, un passo alla volta, anche se dopo tante sofferenza e facce smarrite la Fiorentina sembra aver trovato un senso a questa stagione.






