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tmw / fiorentina / L'editoriale
Liberazione viola: insieme agli attributi, l’eleganza di una squadra consapevole. I fantasmi forse sono spariti. Anche senza Kean (in panchina) il gruppo ha dato le risposte giuste. E ora finale di stagione da scrivere in EuropaTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Angelo Giorgetti
per Firenzeviola.it

Liberazione viola: insieme agli attributi, l’eleganza di una squadra consapevole. I fantasmi forse sono spariti. Anche senza Kean (in panchina) il gruppo ha dato le risposte giuste. E ora finale di stagione da scrivere in Europa

A più quattro dalla serie B c’è un bel panorama, la Fiorentina estrae con eleganza un sinonimo solido degli ‘attributi’ e stravince a Cremona: bene, bravi, poker. E’ tutto così facile - a parte un leggero sbandamento dopo il gol dell’1-3 - che ci si chiede cos’abbia innescato d’un botto quello che la rosa ha sempre covato dentro se stessa, senza riuscire però a mostrarlo in pubblico. Ci si chiede ma, in fondo, chi se ne importa. Nella partita decisiva - quante volte lo abbiamo detto, ma stavolta era vero - succedono molte cose da ricordare: il primo gol di Parisi (di destro), la rete segnata con un movimento da bomber di Piccoli, l’esordio stagionale dei marcatori di Dodo, che si ricorda di essere brasiliano e ricama un contropiede chic, il doppio tacco in area che apre la strada al 4-1 di Gudmundsson.

Tutto questo senza Kean, recuperato formalmente ma rimasto in panchina. Aria nuova in cucina, abbiamo dovuto aspettare metà marzo per stappare una bottiglia con una versione in barrique della Fiorentina. Le prospettive in questo finale di stagione possono cambiare per puntare sulla Conference? Presto per dirlo, ma i tre passi in avanti in classifica sono stati giganteschi e anche la leggerezze potrebbe prendere il volo, dopo mesi di angustie.

Eppure nel primo tempo era partita attenta la Cremonese, che per venti minuti ha chiuso gli spazi mostrando più reattività. In realtà niente di che dalle parti di De Gea, a parte un mezzo bagher iniziale su Bonazzoli. In costruzione la Fiorentina ha smontato lo schemone delle palle-lunghe-per-Djuric e le è bastato spingere centralmente con Mandragora per Parisi, che in area ha dribblato anche un doppio cognome (Floriani Mussolini) per battere Audero infilandolo sotto le gambe. E se Parisi segna di destro (primo gol stagionale) c’è qualche dio del calcio che cerca di trovare un senso a questa stagione viola che un senso non ce l’ha (cit).

Partita in discesa dopo lo studio iniziale, è subito illuminato Gosens quando becca un bel movimento di Piccoli, che punta Ceccherini in profondità e trova il gol del 2-0 con un sinistro che cerca e trova l’angolo opposto. Un gol da centravanti vero, per il taglio e il tiro. Fiorentina più libera di testa, Cremonese circondata dai fischi: è sottilmente fantastico quando i guai capitano agli altri. Non ci sono dubbi su quale in campo sia la squadra tecnicamente più forte, il problema è che troppe volte la Fiorentina aveva rinunciato alla sua superiorità avendo versato per errore - si suppone - il cloroformio nella borraccia del tè. C’è solo un lieve periodo di soffernza dopo il gol di Okereke (1-3), ma la confezione del poker di Gudmundsson chiarisce senza dubbi la distanza di potenziale delle squadre in campo. I due colpi di tacco in area sono tanta roba… Fiorentina senza paura e con tecnica superiore. Diamo libertà a un avverbio rimasto troppo tempo in cantina: finalmente.

E’ andata alla grande e ora diamo un’occhiata alle partite che restano, sappiamo infatti che è difficile fare programmi perché una cosa - una sola - questa stagione ci ha insegnato finora: con la Fiorentina è inutile fare previsioni, lei è sempre straordinariamente capace di smentirle. Dopo Cremona proviamo a fidarci, via. Ricordiamoci che giovedì la Fiorentina sarà in campo in Polonia, più precisamente nello Zaglebiowsy Park Sportowy di Sosnowiec, per il ritorno degli ottavi di finale Conference contro il Rakov Czestochowa (ore 18.45).

Non è uno scioglilingua, ma l’opportunità di sbarcare nei quarti di finale di una delle edizioni meno quotate, per quanto riguarda la qualità delle squadre rimaste in gara. Ma veniamo poi alle vicende più locali e urgenti, perché domenica sera (20.45) la Fiorentina incrocerà l’Inter al Franchi (nella stessa giornata Parma-Cremonese e Roma-Lecce, già che ci siamo aggiungiamo anche Cagliari-Napoli perché i Sardi hanno 30 punti). Poi la sosta per le speranze mondiali della Nazionale e per la Fiorentina ripresa del campionato il 4 aprile a Verona. Forza e coraggio, il vento di marzo ha un buon sapore.