Capparella (all. Fiorentina U18): "Che emozione la coppa: siamo una famiglia. Croci va lasciato divertire"
Marco Capparella, tecnico della Fiorentina Under-18 fresca vincitrice della Viareggio Cup, ha parlato a Radio FirenzeViola nel corso di "Palla al centro". Queste le sue dichiarazioni: "E' stata una emozione unica vincere questo trofeo, si è creato uno spogliatoio importante e sono felice per i ragazzi perché lo hanno voluto e meritato".
Rispetto all'anno scorso quanta voglia c'era di riscattarsi?
"La squadra negli anni ha avuto molte difficoltà e a livello emotivo ha fatto molta fatica. Ci abbiamo lavorato tanto con lo staff. Abbiamo alzato l'autostima di questi ragazzi molto giovani. Incontravamo squadre attrezzate con cinque o sei 2007 in campo, si vedeva anche la differenza fisica, ma i ragazzi hanno dato tanto a livello mentale. Preferivo vincerla l'anno passato perché c'era con noi ancora il presidente Commisso".
Era venuto dall'America proprio per essere presente...
"Entrò nello spogliatoio e appena mi vide mi abbracciò. Si vedeva che non stava bene, gli chiesi se stesse bene e mi rispose che era solo la stanchezza del viaggio. Non penso ci sarà più un presidente con la sua umiltà. Purtroppo ci ha lasciati, ma fin dalla semifinale avevo detto che avremmo vinto perché lui era comunque con noi".
Ci parla del talento di Federico Croci? Come lo si tutela?
"L'ho convocato in Under 18 a Bologna, una settimana prima del Viareggio. Non si aspettava di giocare, gli ho detto che se si fosse divertito lo avrei fatto giocare. Perché i ragazzi devono capire di poter stare sereni. Mi ha dimostrato di essere preparato, furbo, scaltro".
Ha segnato un gol da trequartista...
"Poi la furbizia sul terzo gol: l'ha letto tre giorni prima. Ha spensieratezza, autostima, fiducia. E' un ragazzo che bisogna lasciar divertire".
Come sta la squadra?
"Quest'anno stiamo giocando con tanti 2009 e 2008, poi mi hanno dato il portiere Dolfi che è un 2007 ed ha fatto benissimo. Troviamo tanti ragazzi più grandi che ci impongono un confronto complicato, ma questo ti prepara per la Primavera".
Come si lavora coi giovani al Viola Park?
"E' fondamentale quella struttura, perché poi là dentro ci si può confrontare quotidianamente con gli altri allenatori. Ci ha dato quell'arma in più per far crescere i giocatori. Io penso che Rocco e Barone abbiano lasciato una struttura che può portare tanti giovani talenti. Speriamo arrivino tanti giocatori in Serie A".
Come spera di concludere questa stagione?
"Spero che questo trofeo sia il primo di una lunga serie. Io ho vissuto le finali di Italiano e perso finali Scudetto e Viareggio... Per fortuna ne ho vinta una (ride, ndr). Spero di continuare così, sono stracontento di far parte di questa società e mi fa solo piacere aver portato questa coppa a Firenze".






