Occhi su Iraola, ma Paratici deve ancora conoscere il budget. I contatti con la proprietà e la corte insistente di altri club. Vorrei che il Ds viola volasse negli Usa con i Commisso. L'attesa di risposte e una domanda: perché nessuno chiede scusa?
Gli allenatori che piacciono a Paratici ci sono, soprattutto all’estero. Ancora però il nuovo Ds non conosce il budget a disposizione per avviare quella che dovrà essere una rifondazione vera e propria. Il secondo elemento è che nei suoi confronti ci sono effettivamente stati sondaggi anche da parte di altri club, i quali a quanto pare considerano il lungo contratto firmato da Paratici un elemento trascurabile. Così va il calcio e nessuno si sorprende, del resto la stessa Fiorentina ha avvicinato Paratici che aveva appena firmato un rinnovo biennale con il Tottenham. Si tratta di manovre sottotraccia e non ci sono clausole che consentirebbero al Ds di liberarsi senza il consenso di Commisso, né risulta che stia lontanamente pensando di lasciare Firenze, ma è ovvio che un dirigente di questo livello debba lavorare nella massima sintonia proprio per il gigantesco e delicato lavoro che ha di fronte.
I contatti fra l’ex Tottenham e la proprietà viola sono stati frequenti - mi piacerebbe che ora Paratici volasse negli Usa per un colloquio diretto con Joseph Commisso e la madre Catherine - e il confronto finanziario è avvenuto soprattutto con il versante manageriale Usa, che avendo stretti contatti con la casa madre Mediacom dispone di dati aggiornati.
E qui a Firenze come va? Segnali da decifrare, mentre in molti ricordano che ci sono due durissimi comunicati ‘sospesi’ da parte della Curva nei quali veniva preso di mira anche il vecchio nucleo dirigente. Vedremo nell’ultima partita casalinga (Fiorentina-Atalanta) se da parte della Curva saranno intraprese nuove iniziative per chiarire lo stato d’animo del tifo organizzato nei confronti di chi già c’era e a vario titolo ha partecipato attivamente al disastro dell’ultima annata e alla (se possibile peggiore) gestione del caso Palladino.
Paratici dunque guarda principalmente all’estero per scegliere il nuovo allenatore, gli occhi ora sembrano puntati sullo spagnolo Iraola (Bournemouth, sistema di gioco 4-2-3-1), il quale è nei piani di altri club di Premier, Crystal Palace compreso. Resiste anche Tedesco (ex Fenerbahce, e prima ancora della Nazionale belga), mentre è un classico il nome evergreen di Grosso (con Sarri, gradito alla piazza, sullo sfondo). De Rossi si è quasi auto proposto, voci da Genova non definiscono ideali i rapporti fra DDR e una parte della dirigenza rossoblù. Verrebbe volentieri, su questo non ci sono dubbi. A Firenze l’investimento per il nuovo allenatore - e qui parliamo del profilo Iraola - dovrebbe essere cospicuo e quindi torniamo al punto di prima: per muoversi rapidamente, è necessario stabilire un budget operativo.
Una stagione così dovrebbe o potrebbe generare un mezzo miracolo, nel caso in cui la proprietà e i dirigenti che già c’erano (Paratici è arrivato dopo) volessero esibirsi in un’azione assolutamente rivoluzionaria per gli standard della Casa: chiedere scusa, mettere in fila alcune parole mai pronunciate insieme, tipo ‘abbiamo sbagliato’, senza aprire la solita antologia delle battute sull’impegno e l’ambizione. Investire tanti soldi ottenendo così pochi risultati non dovrebbe essere in qualsiasi azienda uno spunto di orgoglio, ma evidentemente negli Usa e qui a Firenze i giudizi vanno contro corrente. Eppure basterebbero poche parole, tipo ‘abbiamo sbagliato’, per cominciare a invertire una tendenza che per la maggior parte dei tifosi sta diventando avvilimento.
Chiedere scusa, dunque. E non solo per gli oltre 90 milioni investiti in una campagna acquisti che poi ha mostrato debolezze strutturali in ogni reparto, ma per una gestione generale che in ogni altro club sarebbe alla base di profondissime riflessioni. Ma sappiamo che la Fiorentina dal 2019 segue criteri molto particolari per quanto riguarda il management e, dopo aver provato a decifrarli, anche io mi sono iscritto al club di chi non si aspetta cambiamenti di passo epocali (se non quelli innescati dal metodo di lavoro di Paratici).
Ps: in 9 mesi il Viola Park è stato aperto una sola volta al pubblico per assistere a un allenamento della Fiorentina, non granché per quella che è sempre stata definita la casa della passione viola e il simbolo dell’attaccamento alla città. Fra l’altro sono in fase avanzata i lavori che porteranno la tramvia fino al centro sportivo, sicché un giorno le persone che arrivano fin lì dovrebbero perfino avere la possibilità di entrare dentro il Viola Park.
Secondo Ps: viene raccontata spesso la storiella dei giornalisti di ‘serie A o B’ nel caso in cui questi seguano una squadra che è nella massima divisione oppure no. Lo ha fatto anche Vanoli, rivendicando a quanto pare il merito di aver concorso a salvare il prestigio di una categoria. Ma c’è un grande equivoco: in serie B o C, D, E, F, G, H, I o Z ci sarebbero retrocessi loro con grandissime colpe e vergogna, non la città o i giornalisti, i quali insieme agli abitanti resteranno in una delle città più belle e famose del mondo. Al contrario di molti frequentatori del Viola Park di cui perderemo le tracce e il ricordo.






