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Senza coraggio, senza qualità. La Fiorentina immaginata in estate è solo teorica, e Vanoli non ha ancora dato un'impronta di gioco

autore
Tommaso Loreto
per Firenzeviola.it
Oggi alle 00:00L'editoriale
autore Tommaso Loreto
11.10.2026 00:00L'editoriale

C'è chi lo aveva fatto notare, magari sommessamente, nel corso dei quasi 20 giorni di sosta. E c'è chi, semplicemente, si era limitato a buttare un occhio sulla classifica. Parliamo di una minoranza, ovvio, il cui realismo aveva però i suoi fondamenti. Il partito di chi attendeva risposte dal campo, per confermare una fiducia diffusa, alza le sue percentuali dopo il k.o. di Genova, e d'altronde che potesse bastare il cambio d'allenatore era forse una semplice chimera.

Vanoli sul banco degli imputati

Insomma chi non si era sbilanciato in facili previsioni ha trovato ulteriori ragioni nei 90 minuti di Marassi, e più in generale adesso si ritrova alla finestra in attesa che la tanta qualità arrivata (e celebrata) in estate si possa materializzare sul rettangolo di gioco. Perché dopo un'estate spesa a celebrare gli investimenti della Fiorentina si sta scontrando con un autunno in salita, nel quale la squadra viola non solo ha un marchio di gioco chiaro, ma nemmeno quella pericolosità che gli interpreti suggerirebbero. Con la prima, inevitabile, conseguenza che in causa possa essere chiamato il tecnico

L'approccio sbagliato e i cambi troppo ritardati

Anche perché se come lo stesso tecnico ha voluto sottolineare nel dopo gara, il k.o. di Genova trova le sue radici in un approccio completamente sbagliato, con un tempo interamente regalato agli avversari, significa che anche l'allenatore non ha trasmesso le giuste priorità, senza contare una serie di sostituzioni che soprattutto nel caso di Pellegrino e Gonçalves sono parse come minimo tardive. In fondo contro un Genoa che arretrava sempre più il proprio baricentro un pizzico di coraggio in più non sarebbe bastato.

Il coraggio mancato

E se c'è un aspetto che più di altri ha deluso è stato l'approccio tutt'altro che coraggioso imposto dalla squadra e dal suo tecnico, un elemento che doveva e poteva essere costruito di più e meglio nel corso della maxi-sosta. Nella quale si sarà pure lavorato sull'aspetto fisico, ma durante la quale schemi e meccanismi non sono stati oliati com'era consigliabile. Nonchè un periodo nel quale nemmeno la dirigenza è riuscita a far in modo che i vari calciatori potessero rendere al meglio, obiettivo principe sbandierato fin dall'inizio da un Paratici che ancora su obiettivi e logiche alla base del mercato non ha voluto esprimersi seppure i 90 minuti di Genova restituiscano alla tifoseria una Fiorentina fin troppo distante da quella che tutti speravano di vedere a un mese mezzo dalla chiusura di un mercato mai così costoso.

per Firenzeviola.it

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