"Questa Fiorentina non c'entra niente con quella della scorsa stagione", Ndour ha ragione? Un dato come luce in fondo al tunnel
Alessandro Di Nardo
Domenica pomeriggio, ore 17.50, stadio Artemio Franchi, sala stampa Manuela Righini. La Fiorentina ha appena perso la quarta partita su sei in campionato, è penultima, ha incassato 17 reti, a Firenze torna vivido a volteggiare sulle teste del popolo fiorentino il fantasma dell'annata 2025/26, quella dei record negativi e della salvezza sudata. Prende la parola Cher Ndour, uno dei pochi punti di contatto tra la Fiorentina 'vecchia' e quella nuova. Il classe 2004 si traveste da Ghostbuster e parla chiaro, col suo vocione da audiolibro (o da Artie5): "Se vedo i fantasmi dell'anno scorso? “No, non c’è nulla di uguale all’anno scorso tranne la classifica. Lo spogliatoio è diverso. Oggi non meritavamo di perdere, abbiamo creato molto”.
I numeri
Chiaro che una risposta diversa avrebbe fatto crescere a dismisura ansia e gonfiare soprattutto il lenzuolo del suddetto fantasma, ma il tono con cui parla Ndour è comunque rassicurante. Basta una dichiarazione post-gara a far dormire sogni tranquilli alla Firenze calcistica a tre giorni dalla trasferta sulla carta più dura del campionato - contro l'Inter capolista e reduce dal successo in Champions -? No, certo. Ma a fianco di queste dichiarazioni mettiamo un dato che serve per far capire che forse, nonostante tutto, non è proprio tutto sbagliato. Questi numeri vanno associati a una regola matematica, Flavio Tranquillo (applicandola allo sport, in quel caso al basket) scomodava la distribuzione Gaussiana. Più volgarmente, è la legge dei grandi numeri, che va in contrasto con la natura episodica del calcio. In poche parole è una legge che ci tranquillizza perché ci spiega che alla lunga, quasi sempre, quello che raccogli equivale a quello che semini.
Fiorentina e Lazio
E adesso andiamo a vedere questo dato, parliamo degli expected Points, una statistica avanzata che stima quanti punti una squadra avrebbe meritato in base alla qualità e alla quantità delle occasioni create e concesse, indipendentemente dal risultato finale. Sono dati che peschiamo da Cronache di Spogliatoio, da uno studio fatto dal match analyst Stefano Ferré: se guardiamo la classifica degli xPts la Fiorentina è decima, ultima della colonna di sinistra, a quota 10.2 xPts, gli stessi della Lazio capolista. Proprio queste due sono le due squadre che rappresentano le due eccezioni più evidenti. Se i viola sono la realtà che ha la discrepanza maggiore in negativo tra punti fatti (che sono 4) e punti che 'avrebbe dovuto fare' (10,2 appunto, un negativo di 6,2 punti), i biancocelesti stanno overperformando in maniera clamorosa (+9 punti rispetto agli xPts).
Cosa succederà?
Il campione di gare rimane contenuto, sei giornate di campionato, e quindi tutto ciò è soggetto ancor di più a episodi e 'sfortuna'. La regola che provavamo a spiegare sopra, applicata a questo dato, ci lascia immaginare che, alla lunga, alla Fiorentina (che è in debito di punti) dovrà girare nel verso giusto, al contrario la Lazio. A lasciar ben sperare i tifosi viola è il fatto che si ragioni su 38 gare: quando arriviamo a fine campionato è molto difficile vedere un differenziale tra xPts e punti realmente fatti superiore a 5-6, questo significa che se continuerà a produrre come fatto fino a oggi la classifica si aggiusterà, o almeno questo dicono i numeri, non una certezza (perché si ragiona sempre su quanto è successo in passato provando a prevedere il futuro), ma una flebile luce in fondo al tunnel.


