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Sentite Amatucci: "In Italia poco spazio a quelli come me. Mi sento vicino alla Nazionale"

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Redazione FV
per Firenzeviola.it
Oggi alle 18:00Primo Piano
autore Redazione FV
22.10.2026 18:00Primo Piano
Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com

La Spagna come occasione per crescere, dentro e fuori dal campo, e l'Italia come sistema nel quale trovare spazio da giovani resta complicato. Lorenzo Amatucci, centrocampista classe 2004 passato in estate a titolo definitivo dalla Fiorentina al Deportivo La Coruña per circa 4 milioni di euro, ha raccontato a La Voz de Galicia la propria esperienza lontano da casa, soffermandosi anche sulle differenze tra il calcio italiano e quello spagnolo.

Il tema principale è proprio la fiducia riservata ai giovani calciatori in Italia. «Il problema del calcio italiano è che molti giocatori giovani non hanno l'opportunità di dimostrare le proprie capacità. Ci sono molte squadre in Italia che preferiscono ingaggiare stranieri prima di mettere in campo un ragazzo italiano della propria Primavera. Conosco molti compagni di squadra che hanno dovuto andare in Serie B. In Spagna è diverso, poiché ogni squadra ha un alto numero di spagnoli. Capisco che un club di alto livello non offra opportunità, ma le piccole dovrebbero farlo».

Il trasferimento in Galizia rappresenta una nuova tappa di un percorso iniziato molto presto. Entrato nel settore giovanile viola a nove anni, Amatucci si è trasferito a Firenze a soli 13 anni, vivendo nel convitto della società. Una scelta che lo ha abituato alla distanza dalla famiglia, senza però cancellare le difficoltà dei momenti più complicati. «Sono via da casa da quando avevo 13 anni, perché sono andato a vivere in convitto a Firenze. Ci sono abituato, ma non è facile, perché in alcuni momenti negativi vorrei vedere e parlare con i miei genitori. A volte viene la mia ragazza, che passa due settimane qui e due a Firenze, dove studia. Parliamo al telefono, ma non è la stessa cosa che di persona», ha raccontato.

Nella quotidianità a La Coruña, tra allenamenti, tempo trascorso con i compagni e giornate in spiaggia, il centrocampista porta avanti anche gli studi universitari in psicologia. Intanto, la continuità conquistata in Liga alimenta un obiettivo che considera il più importante della carriera: vestire la maglia della Nazionale italiana: «Giocare con la Nazionale è la sfida più grande che ho. Partecipare a una Coppa del Mondo, rappresentare il mio paese e la mia famiglia, sarebbe il livello più alto che posso raggiungere. Non sono mai stato così vicino come ora, giocando in Liga: se faccio le cose nel modo giusto, la chiamata può arrivare».

per Firenzeviola.it

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