Vanoli a lezione da Alvini: ecco i punti deboli dell'Atalanta e cosa può fare la Fiorentina
Alessandro Di Nardo
C'è da sperare che domenica dopo il concitato finale di San Siro Paolo Vanoli abbia avuto tempo e voglia di guardare la gara delle ore 15: Atalanta 4, Frosinone 4, altro che Clasico, una delle più belle gare del nostro campionato. E lì, in quei novanta e passa minuti di pura locura, si trovano, neanche troppo nascosti, tutti i problemi strutturali della Dea, creatura che ancora pare molto lontana dall'immagine e somiglianza di Maurizio Sarri. Per chi si fosse perso la partita del secolo da discount, ecco un vademecum su dove far male a quest'Atalanta.
Costruzione horror
Per fare male all'Atalanta di Maurizio Sarri non basterà aspettare che sia lei a sbagliare. La Fiorentina dovrà provare a portare la partita dove oggi la squadra bergamasca sembra più fragile: la prima costruzione, gli spazi tra i reparti e le transizioni difensive. Non serve inventare un piano inedito. Serve, piuttosto, leggere le difficoltà che accompagnano la nuova Atalanta e avere il coraggio di sfruttarle. E proprio l'ultimo 4-4 contro il Frosinone è indicativo. I nerazzurri hanno dimostrato di avere qualità per produrre occasioni in serie, ma anche di poter concedere molto quando la partita perde ordine e l'avversario riesce ad alzare il ritmo. Il Frosinone, dopo aver trovato il pareggio, non si è accontentato di difenderlo: ha continuato ad attaccare, portando tanti uomini negli ultimi metri e cercando fino alla fine il gol della vittoria. La Fiorentina non dovrà necessariamente riproporre lo stesso calcio spregiudicato, ma può prendere spunto dalla banda di Alvini. Nello specifico, una delle fragilità individuate nell'Atalanta di Sarri riguarda proprio l'uscita dal basso. I difensori centrali faticano a superare con continuità la prima pressione, mentre i centrocampisti non sempre riescono a garantire movimenti e linee di passaggio adeguati per accompagnare la manovra. È qui che la Fiorentina può provare a intervenire, senza trasformare il pressing in una rincorsa disordinata. Schermare le linee centrali, togliere riferimenti a Ederson e costringere i difensori a scelte rapide potrebbe indurre l'Atalanta a forzare la giocata o a rinunciare alla costruzione ragionata. Per Nicolò Fagioli e soci: guardarsi lo 0-1 di Schmidt, nato da una topica di Ederson e un accenno di pressing sul brasiliano spalle alla porta.
Spazi e profondità
L'altra crepa riguarda le distanze. La linea difensiva dell'Atalanta appare ancora incerta nella gestione della propria altezza, mentre il centrocampo fatica ad accompagnare con continuità le uscite aggressive. Quando questi movimenti non sono coordinati, si aprono zone in cui gli avversari possono ricevere e giocare fronte alla porta. La Fiorentina dovrà cercare proprio quelle ricezioni, soprattutto attraverso gli uomini alle spalle della punta. Se Vanoli confermerà la soluzione con due esterni, Mastantuono e Gnonto dovranno essere più trequartisti che esterni da 'linea pestata'. In questo potrebbe essere molto utile uno come Pedro Goncalves, centrocampista offensivo che ha nei 'mezzi spazi' i suoi habitat. L'Atalanta è apparsa lenta negli scivolamenti orizzontali e non sempre coordinata nella pressione. Muovere velocemente il pallone da un lato all'altro può costringerla a rincorrere, e i nerazzurri, privi del proprio levriero più selvaggio, Bellanova, fanno fatica a rincorrere.
Alla distanza
E qui arriviamo al punto centrale del giovedì sera del Franchi: dovrà essere una Fiorentina di corsa e rincorsa, perché dall'altra parte c'è una squadra ferita e falcidiata dalle assenze. Sono: Bellanova appunto, ma anche Scamacca, Kessie, Kolasinac, Raspadori, Hien, Kossonou, con uno Scalvini convalescente che dovrebbe essere comunque disponibile, ma a mezzo servizio. L'Atalanta è una squadra alle corde a livello atletico e lo si è visto nel finale di gara contro il Frosinone e, nonostante la differenza in valore assoluto tra le due rose, stasera Vanoli ha comunque più alternative dalla panchina rispetto a Sarri. Per questo il tecnico di casa, dopo le critiche ricevute per le sostituzioni di domenica, dovrà essere lungimirante nella gestione dei 90' e nei cambi, mai come stasera decisivi.


