Tutto passa da Mastantuono: estro e intesa con Jimenez, ora però serve concretezza
Lorenzo Della Giovampaola
Che la Fiorentina di Paolo Vanoli poggi praticamente tutta in fase offensiva sulle spalle del talento e dell’estro di Franco Mastantuono è abbastanza evidente guardando le partite. Ciò che però altrettanto facilmente balza agli occhi è come per il momento l’argentino, al di là della bellissima tripletta in casa del Venezia, fatichi ad incidere in zona di rifinitura.
I numeri contro l'Atalanta
Mastantuono infatti, è spesso molto coinvolto nella manovra, tocca tantissimi palloni, 69 ieri contro l’Atalanta (29 in più dell'altro esterno viola Njie e ben 50 in più di Pellegrino), tenta anche più dribbling di tutti in campo, 6, di cui 2 appena riusciti, ma alla fine per quanto provi ad incidere non riesce a farlo concretamente con le giocate che più contano, i gol o gli assist. Sono infatti 4 i tiri effettuati ieri al Franchi di cui nessuno in porta e uno respinto, segno di come ancora la concretezza sotto porta non sia il pezzo forte della casa. Certo, il ragazzo in prestito dal Real Madrid resta il giocatore con più qualità in assoluto della rosa della Fiorentina e il primo da cui ci si aspetta la giocata che risolva un match, ma per quanto con le attenuanti di un gioco che per il momento fatica ad essere equilibrato e corale, al momento fatica anche lui ad emergere.
Il tandem con Jimenez e i segnali positivi
Restano però da sottolineare alcuni aspetti positivi di quello che il classe 2007 sta riuscendo in parte a fare. Ieri per dire, contro la Dea, Franco ha efettuto ben tre passaggi chiave, non sfruttati però dai compagni. Non a caso, nella conferenza stampa di vigilia di Inter-Fiorentina, Vanoli lo aveva descritto come una sorta di regista avanzato viola, perché dal suo mancino oltre che dribbling e conclusioni nascono spesso linee di passaggio in grado di spezzare in due le difese avversarie. Oltre alla qualità nel vedere i compagni c'è poi anche un'intesa speciale che sembra essersi creata lì sulla destra con Jimenez. I due si alternano benissimo nelle posizioni da prendere in campo in fase di possesso sia in ampiezza che giocando dentro il campo, ed infatti contro l’Atalanta, dopo un primo tempo sotto tono, è da quella corsia che sono state costruite le manovre più pericolose, poi finalizzate dalla corsia opposta. In generale per quanto quindi


