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tmw / fiorentina / L'Angolo di Calcio2000
Un petardo che ci fa tornare agli anni del calcio italianoTUTTO mercato WEB
Oggi alle 06:00L'Angolo di Calcio2000
di Fabrizio Ponciroli

Un petardo che ci fa tornare agli anni del calcio italiano

Come moltissimi altri, stavo seguendo la partita in TV per le classiche pagelle “da fare subito e al volo”. Ho capito immediatamente la gravità della situazione, tanto che ho mandato un sms a chi di dovere per informarlo del fattaccio. Ho applaudito alla sportività di Audero e alle parole, nel post match, di tutte le parti coinvolte ma, in cuor mio, sapevo che il peggio doveva ancora arrivare e così è stato. Quel petardo lanciato senza criterio, tanto per “farsi notare”, è stato una coltellata in pieno petto a chi ama il calcio. Si è fatto e si fa tanto per cercare di insegnare il rispetto dell’avversario, delle regole, dello sport e poi basta un gesto folle per mandare tutto all’aria. Di colpo, siamo tornati indietro, nel medioevo del calcio quando, purtroppo, tutto era lecito perché, perché così andavano le cose. La domanda che si è fatto Audero è legittima e sacrosanta: “Perché ha lanciato quel petardo?”. C’è una risposta sensata? Credo proprio di no. Quel che è certo è che, in pochi secondi, quel petardo ha cristallizzato il nostro calcio che si è ritrovato a discutere di squalifiche, vittoria a tavolino, controlli eccessivamente morbidi allo stadio e via dicendo. Un solo (pseudo) tifoso ha distrutto le (poche) certezze conquistate in tanti anni di lotta e sacrifici. Non sono il tipo da augurare il peggio a nessuno, neanche al mio peggior nemico ma un consiglio a chi si è macchiato di questa oscenità sportiva lo voglio dare: astenersi da proclamarsi sportivo per tanto, tanto tempo. Vero, tutti possono commettere errori ma questo è davvero pesante da perdonare. Anche perché costa il divieto di trasferta per i tifosi dell'Inter fino al 23 marzo 2026. Tifosi veri che seguono la propria squadra del cuore con passione e facendo tanti sacrifici (economici e non solo). Ci perde anche la stessa Inter che non potrà contare su chi la sostiene ovunque e comunque. Certo, la regola fa discutere: per colpa di una mela marcia pagano tutti quanti ma così è… Quel che rimane è la consapevolezza di vivere in un calcio dove c’è ancora gente che crede di poter fare ciò che vuole, senza mai pensare alle conseguenze. La scusa di essere un tifoso non regge semplicemente perché chi compie simili bestialità è tutt’altro che un tifoso. Poco importa se incensurato o se abbia fatto centinaia di trasferte senza mai fare nulla di male. Quando si compie una fesserie simile (per non usare parolacce) non si ha nulla a che fare con il tifo.