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Scomparsa Commisso, Iachini: "E' un grandissimo dolore. Voleva solo il meglio per Firenze"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Serra
Oggi alle 12:19Serie A
di Andrea Piras

Scomparsa Commisso, Iachini: "E' un grandissimo dolore. Voleva solo il meglio per Firenze"

L'ex allenatore della Fiorentina Giuseppe Iachini ha parlato ai microfoni di Radio Firenzeviola per parlare di Rocco Commisso, presidente viola scomparso nella notte a 76 anni: "È un grandissimo dolore e dispiacere. Sapevamo che stava male, ma fa sempre male. Aveva le sue società e una grande passione per la Fiorentina e ci stava male per la squadra. Quando arrivò a Firenze era preoccupato della situazione della Fiorentina. C'era stato il cambio societario e c'era grande confusione, quando ci siamo incontrati è stato due tre settimane a vedere glia allenamenti e la prima volta che siamo stati a pranzo mi disse: 'Tu mi assomigli molto, sei un lavoratore'. Lì divenne un po' il mio secondo padre. Chiedeva sempre l’impegno ai suoi collaboratori e trattava i suoi calciatori come dei figli, per farvi capire lo spessore della persona. Mi diceva sempre: 'Beppe ce la facciamo a salvarci'. Mi è stato vicino quando sono stato malato per il Covid. Sembra che allenare una squadra come la Fiorentina sia tutto normale, ma non lo è e lui lo capì. Alla fine siamo arrivati al nono posto e per lui che viveva questa situazione di rischio classifica con preoccupazione, diede poi merito al lavoro. Ora sono sconvolto, è come se fosse morto un parente. La famiglia sono persone di cuore, umili e Firenze ha avuto un grande presidente. Lui voleva fare un grande lavoro con la Fiorentina, ha dato vita a un bellissimo centro sportivo. Questo dimostra come voleva solo il meglio per Firenze e mi chiedeva sempre di fare il meglio. Mi ricordo i collegamenti che facevano con lui in periodo di pandemia e ci incitava e faceva battute, dicendo ai calciatori di dare sempre ascolto a me in quanto allenatore. Era una persona che stimavo, che con dedizione, onestà e grinta ha tirato su aziende come la Fiorentina. Era sempre pronto a proteggere la sua squadra, guai a chi toccava i calciatori, lo staff e tutti i componenti. La sua presenza a Firenze cambiava tutto. Lui era sempre al campo e chiedeva sempre ai calciatori come stavano i calciatori ed era pronto in ogni momento ad aiutare gli altri, aiutava sempre coloro che non giocavano spesso ed erano in difficoltà".