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Commisso e la Fiorentina, storia d’amore senza lieto fine: il trofeo sfiorato ma mai sollevato
"Rocco non fa promesse che non può mantenere". Fu con questa frase che Rocco Commisso, nel lontano giugno del 2019 si presentò a Firenze dopo il closing per il passaggio di proprietà con la famiglia Della Valle. Tuttavia, è innegabile come l'obiettivo numero uno del patron viola, scomparso nelle scorse ore all'età di 76 anni, sia sempre stato quello di regalare alla città un titolo che nella Fiorentina manca dalla Coppa Italia del 2001. Non lo ha mai nascosto e lo ha sempre ribadito in più occasioni. "Se la Juventus dovrà avere paura della Fiorentina? Speriamo" disse già nel giugno del 2019 in occasione della prima visita a Palazzo Vecchio dall'allora sindaco Dario Nardella. E ancora: "Sogniamo tutti di alzare un trofeo da dedicare a Barone" ribadì nel settembre del 2024 a La Gazzetta dello Sport. L'ultima volta, invece, fu nell'aprile del 2025 dopo l'approdo in semifinale di Conference League a Toscana TV: "Terza semifinale consecutiva sì ma ancora non abbiamo vinto niente. Siamo contenti ma sarebbe bello portare un trofeo a Firenze". Non ci riuscì, in quelle che furono le sue ultime parole pronunciate in diretta.
In una carriera fatta di successi e soddisfazioni, il trofeo con la Fiorentina è sempre rimasta una chimera che Commisso non è riuscito a raggiungere. Ci è andato vicinissimo per tre volte, ma quel titolo è sempre stato sfuggente e gli ha sempre lasciato l'amaro in bocca. Tre finali perse consecutive, tra il 2023 e il 2024 dalla Fiorentina di Vincenzo Italiano. In Coppa Italia contro l'Inter nel maggio del 2023, in Conference League contro il West Ham appena due settimane dopo. E ancora, contro l'Olympiakos, sempre in Conference League, la stagione successiva, forse la delusione più grande di tutte.
Adesso, con un campionato compromesso, la Fiorentina ha comunque l'occasione con la Coppa Italia (ottavi contro il Como in programma il 27 gennaio) e la Conference League (playoff contro lo Jagiellonia) a rendere storica una stagione resa ancor più disastrosa da questo terribile lutto che ha colpito il mondo viola. Ora più che mai, dunque, il sogno di Rocco Commisso diventa una responsabilità. Per la squadra, per la società e per un popolo intero che non ha mai smesso di crederci. Vincere quest'anno non è più solo un traguardo sportivo, ma il modo più autentico per onorare un Presidente che ha amato Firenze senza fare promesse che non potesse mantenere.
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