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Angelo Giorgetti: "Firenze e le scuse a Palladino"
C’è la corsa a chiedere scusa a Palladino e io onestamente trovo curioso questo giochino social: scusa per cosa?
Ha scelto lui in modo consapevole di andarsene e proprio per questo, l’ho scritto subito dopo le dimissioni anche sui miei social, la mia stima nei suoi confronti è schizzata verso l’alto.
Ha avuto attributi e una visione lucidissima.
A Firenze non sarebbe cresciuto come desiderava, e come abbiamo visto si meritava, avendo a disposizione una rosa di alta qualità. Ha rinunciato a un contratto in cambio di niente.
Raffaele Palladino non se ne è andato per colpa dei tifosi che lo hanno contestato o dei media che lo hanno criticato (queste sono favolette, com'è ganzo creare il nemico altrove), ma perché era in contrasto con molte scelte interne e TUTTO il gruppo dirigente non si è mosso per smorzare i toni.
Palladino con le sue dimissioni ha creato uno dei cortocircuiti mediatici più pazzeschi da quando c’è la proprietà americana e sarebbe il caso di soffermarsi su questo invece di dar la colpa agli striscioni della Curva o ai giudizi dei media.
Non sopravvalutiamoci, ragazzi.
A parte un po’ di fastidio, il rumore di fondo ha influito zero. Non bisogna dunque chiedere scusa a Palladino: i problemi sono stati tutti interni e lui ha scelto in modo consapevole di andarsene, da professionista e in silenzio, a mio giudizio commettendo solo mesi dopo una scelta poco elegante quando ha commentato la situazione della Fiorentina ultima in classifica in un’intervista alla Gazzetta. Quello, come ho scritto, l’avrei evitato. Ma per il resto, ancora complimenti per la lucidità.
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