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Bosnia, Muslimovic non si fida: "Ma quale crisi, l'Italia è come un turbo-diesel"
Il conto alla rovescia sta per terminare: martedì sera la partita più importane di tutte per il calcio italiano, fra la Nazionale di Gattuso e la Bosnia Erzegovina. L'ex attaccante della selezione bosniaca Zlattan Muslimovic, che in Italia ha vestito le maglie di Udinese, Atalanta e Parma - fra le altre - ha parlato a TuttoMercatoWeb.com delle sue sensazioni per il match.
Che sfida ti aspetti? Il fatto che l'Italia abbia meno campioni di un tempo ti fa sperare?
"L'Italia è sempre l'Italia, quattro volte Campione del Mondo. Ha fatto vedere tante volte, specialmente nelle fasi di qualificazione, di essere come un turbo-diesel. Parte piano, poi più si va avanti, più migliora e nei tornei arriva spesso in fondo. L'Italia ha sempre una difesa straordinaria, conosciuta in tutto il mondo e nessuno può pensare di sottovalutarla minimamente. Tutto il mondo vi rispetta".
Come arriva la Bosnia a questa partita?
"Per noi è una sfida durissima, sappiamo chi abbiamo di fronte. Ma abbiamo forza dai giovani nei quali crediamo molto. Abbiamo ragazzi che hanno fatto vedere di poter competere contro tutti, anche contro i migliori al mondo. Quindi siamo molto fiduciosi nelle nostre capacità".
Il tuo amico Dzeko è ancora il più temuto in Italia. Pensi ancora che sia, tutt'oggi, fra i migliori del suo ruolo?
"Dzeko è un animale. Sarà il più grande campione in campo martedì. Ha fatto tantissimi gol, è uno dei più forti al mondo, nella top 10 fra quelli che hanno segnato di più in questi anni, sicuramente più di tutti quelli che saranno in campo. Sarà molto, molto importante per noi, non solo con i suoi gol, ma anche per aiutare la squadra dentro e fuori dal rettangolo verde. Sappiamo tutti quanto vale solamente averlo in campo".
Che ne pensi del video che ritrae alcuni giocatori dell'Italia esultare per la vittoria della Bosnia contro il Galles?
"Loro magari pensano che sia meglio giocare contro la Bosnia rispetto al Galles, ben venga per noi. Sottovalutare la Bosnia secondo me non è una gran cosa, ve lo dico. Abbiamo 5-6 ragazzi giovani che sono davvero da grandissimi club e che già giocano in club di alto livello. E che da qui in avanti li vedrete anche in Serie A. Abbiamo un bel mix fra giovani ed esperti, con un ct che ha giocato con noi".
Chi temi di più dell'Italia?
"Nessuno, noi guardiamo le nostre carte. Siamo contenti delle armi che abbiamo, combattiamo in campo fino alla fine con tutto ciò che abbiamo. Sappiamo chi abbiamo di fronte, ma solo per sapere come porci di fronte all'Italia, siamo preparati, un pubblico fra i migliori d'Europa. Giochiamo in casa ed abbiamo tutte le carte in regola per vincere".
Che ne pensi della crisi che sta vivendo il calcio italiano?
"Non la vedo, il calcio è cambiato tantissimo, non solo in Italia. Sicuramente era più divertente una volta: il calcio oggi è diventato come un'azienda, che pensa al business, ma non solo in Italia, ovunque".
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