Nel calcio regnano malafede, dubbi e caos… Ecco perché gli altri sport prosperano!
Ci mancava solo il “terremoto arbitri” a scuotere le fondamenta, già fragile, dello sport nazionale (se ancora è tale). Un vero e proprio tsunami che ha dato ancor più vigore alle urla di chi vede solo del marcio nel mondo del calcio. Dalle “donne a pagamento” ai “favori arbitrali”, passando per tre Mondiali da spettatori. Insomma, il quadro non è certo entusiasmante e, la sensazione, è che si possa anche peggiorare. Nessuno sa cosa accadrà al termine delle varie inchieste che sono state avviate. Può succedere di tutto e, comunque, a prescindere dai verdetti, è chiaro che sono tutti pugnali inflitti alla credibilità del dio pallone che, giorno dopo giorno, perde sempre più appeal.
Sempre più appassionati si sentono fuori luogo. Non si riconoscono più in questo calcio “malsano”, tanto da dirottare l’attenzione su altri sport che, invece, mostrano purezza e regole chiare e trasparenti. Si pensi al tennis. L’effetto Jannik Sinner ha generato migliaia di adepti. Il suo è un esempio virtuoso. Vince e lo fa mostrando valori speciali, da ragazzo per bene che ama quello che fa.
Che dire della pallavolo? Da anni è uno sport d’eccellenza a livello di risultati e, da sempre, è uno sport sano. Poi ci sono sport come il rugby, la pallacanestro, lo sci, l’atletica e potrei andare avanti all’infinito.
Vero, il calcio è sempre sotto i riflettori. Si tratta di un mondo in cui girano cifre mostruose e, quindi, è più soggetto a problemi, di qualsiasi natura. Tuttavia, è abbastanza svilente notare quante volte si parli di fatti negativi legati al pallone.
inoltre, tutti si indignano ma, a livello concreto, di soluzioni se ne sono viste sempre ben poche e, quelle che sono state messe in pratica, non hanno quasi mai portato i frutti sperati, anzi hanno sollevato altre perplessità e nuovi dubbi. Io non credo che il calcio perderà mai il “controllo sportivo” sul nostro Paese ma è palese come le nuove generazioni abbiano compreso come non esista solo il calcio ma ci sono tanti altri sport, là fuori, in cui è possibile trovare soddisfazioni enormi. I mali del calcio hanno fatto prosperare gli altri sport e, almeno da questo punto di vista, a qualcosa sono serviti tutti questi scandali.
Chi, invece, come il sottoscritto, è cresciuto a pane e calcio, è avvilente notare come certe oscenità tornino ciclicamente. Non impariamo mai dai nostri errori, lo certificano, a livello sportivo, le tre eliminazioni dal Mondiale…
E scrivo questo editoriale dopo essere stato al Maradona (prima volta nella mia carriera, Napoli-Cremonese 4-0) e toccato con mano lo splendido tifo azzurro. Il calcio è qualcosa di meraviglioso ma va tutelato e rispettato perché senza tifosi, non ci sarebbe nulla se non 22 giocatori che inseguono un pallone.










