Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / fiorentina / Serie A
Fiorentina, l'appello di Angeloni: "I talenti ci sono in Italia, serve solo coraggio"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 18:52Serie A
di Daniele Najjar

Fiorentina, l'appello di Angeloni: "I talenti ci sono in Italia, serve solo coraggio"

Valentino Angeloni responsabile del settore giovanile della Fiorentina, ha parlato dal palco di "La Primavera della Serie A", panel del Festival della Serie A in corso di svolgimento a Parma. Di seguito alcune delle sue dichiarazioni riprese da TuttoMercatoWeb.com Cosa ha significato la vittoria del titolo con la Fiorentina? "Sicuramente è stato qualcosa di unico, lo scudetto mancava da 43 anni, il calcio a volte ti dà qualcosa che ti ha tolto, visto che è mancato il nostro Presidente. Il titolo Viareggio poi mancava da 34 anni. Tanti ragazzi sono con noi da 10-11 anni, tanti tifosi della Fiorentina, molti hanno esordito in prima squadra. Vincere nel settore giovanile è bello per il lavoro di tante persone, di chi ha lavorato negli anni precedenti. Ma le vittorie più belle sono vedere che i ragazzi arrivano in prima squadra. Nel nostro caso ci sta riuscendo da tanti anni. Hanno esordito 16 ragazzi, alcuni sono rimasti in prima squadra. Altri hanno fatto percorsi in prestito. Una vittoria che dedichiamo al nostro Presidente che sicuramente ha gioito con noi. Ha regalato alla Fiorentina un centro sportivo incredibile, non è descrivibile". C'è crisi in Italia e si parla di dover cambiare a livello giovanile. "Parlassero con noi. Non ci ha mai chiamato nessuno. Cambiare le regole servirebbe, sia a livello di format che di contratti per i giovani. Sono anni che parliamo, ma lo facciamo tra di noi. Ci devono dare una mano dall'alto. Anche se l'Italia fosse andata al Mondiale non sarebbe cambiato niente da questo punto di vista. Come ha detto ieri Filippo Antonelli (General Manager del Venezia), c'è per esempio il problema degli Under che sono considerati tali per età diverse fra Serie A, Serie B e Serie C: una follia". Pio Esposito ha fatto Primavera, Serie B e Serie A. Comuzzo e Chiesa hanno fatto la Primavera e poi direttamente la Prima Squadra, altri ancora passano dall'Under 23. C'è un percorso migliore? "Dipende: Kayode ha fatto la Serie D, due anni di Primavera e poi Serie A. Dipende dal ragazzo, c'è chi deve aspettare di più, chi va anticipato. Non c'è una risposta unica. Ma lo dico da anni: i ragazzi li abbiamo, forti. Bisogna però cambiare le regole. La Germania è stata fuori da un Mondiale e guardate poi cosa ha cambiato concretamente". Quando parla di coraggio, non parla solo degli allenatori? "Anche dei dirigenti, di chi sceglie i ragazzi. Sento dirigenti dire "giochiamo con i giovani", e magari si riferisce ai classe 2004. Per me i ragazzi ci sono, ma servono le regole giuste".