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Genoa, De Rossi avverte: "La salvezza ancora lontana anni luce, non è ancora finita"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 15:27Serie A
di Andrea Piras

Genoa, De Rossi avverte: "La salvezza ancora lontana anni luce, non è ancora finita"

Direttamente dal centro sportivo dell'Acqua Acetosa, il tecnico del Genoa Daniele De Rossi presenterà il match di domani sera all'Olimpico contro la Lazio che aprirà il prossimo turno di campionato. Segui la diretta testuale su TUTTOmercatoWEB.com. Inizia la conferenza stampa di Daniele De Rossi. La vittoria col Bologna? "Penso che poi sia necessario ottenere: la salvezza che anni luce lontana ancora. Quando eravamo più in basso facevo l'esempio delle 20-22 partite che mancavano. Alla mezz'ora di Genoa-Verona eravamo 0-1 ed eravamo ultimi in classifica. E non ho mai smesso di dirgli che in poche gare sarebbe cambiato tutto. Ora se pensassero che fosse finita, che siamo salvi, saremmo e sarebbero degli stupidi e mediocri. E sono sicuro che non lo siano. Ma come siamo arrivati in questa posizione che ci fa stare un pochino più tranquilli, in tre-quattro partite è un attimo a tornare. I ragazzi mi sembrano consapevoli di che potenziale abbiano e di che voglia hanno di arrivare alla salvezza il più presto possibile. Siamo convinti di aver fatto il lavoro di cui avevamo bisogno all'interno del quale c'è stato un po' più di tempo libero. La reputo una settimana molto positiva". Nel percorso di risalita il momento più difficile è stato forse Roma. Ora tornate all'Olimpico ma contro la Lazio. Cosa bisogna fare per non incappare in ciò che è accaduto con i giallorossi? "Penso che già nella trasferta di Milano potevamo incappare negli stessi errori. Affrontavamo in trasferta una squadra in salute e molto forte, e siamo stati bravi a portare a casa il risultato finale e la prestazione. A Roma è stata la peggiore prestazione che abbiamo fatto. Penso che sia esperienza e conoscenza di sé stessi e dello stadio. Lo stadio è uno di quelli dove giocano grandi giocatori e la Lazio è una di queste al di là del momento che non è il migliore. Dobbiamo essere consapevoli che una squadra e un allenatore del genere possano ribaltare una situazione del genere". Domani porterebbe essere un ambiente di contestazione. Anche quello può essere più pericoloso? "Intanto è un peccato giocare in uno stadio vuoto. E' un peccato vedere che i nostri tifosi non possano venire in trasferta. Pensavo fossero finite le giornate di punizione e invece ne è spuntata fuori un'altra. E' sempre una sconfitta di qualcuno che decide di non poter portare i protagonisti principali in uno stadio. A noi deve interessare il giusto e fare la nostra partita di calcio ma se pensassimo che la Lazio sia più debole sbaglieremo. Può essere uno svantaggio come può essere un vantaggio. Di sicuro è un dispiacere". Nella sfida di domani vedremo un Genoa, inteso come uomini, più come il secondo tempo contro il Bologna? "Per quanto riguarda gli uomini in campo io faccio sempre una strategia pre-gara, che si riferisce a quello che penso incontreremo in campo. Se trovassimo una squadra che gioca in maniera simile al Bologna non sarei preoccupato a schierare una squadra simile. Anche se la gara contro il Bologna va analizzata bene. Ci sono state delle cose che non hanno funzionato ma nei primi 60 minuti non siamo stati massacrati. Dico le cose che penso in conferenza ma poi leggo delle ricostruzioni che non sono corrette. Il Bologna non ci ha massacrato nei primi 60 minuti. Detto ciò, la Lazio gioca in maniera diversa rispetto al Bologna. Difende più di reparto rispetto a uomo a uomo. Penso che cambieremo qualcosa ma in base a questo non perché contro il Bologna non abbiamo trovato gli spazi che volevamo. Anche se dopo 7-8 minuti avevamo trovato due occasioni per mandare il nostro attaccante a tu per tu con il portiere ma abbiamo sbagliato il passaggio". Come sta Baldanzi? "Ricomincia la fase di riabilitazione perché ha avuto un piccolo infortunio a Roma e nel suo ultimo allenamento a Trigoria una piccola recidiva. Non è stata un'altra lesione ma un piccolo riacutizzarsi del suo problema. Non ho di preciso in testa quanti giorni serviranno ancora. Anche perché il dottore ci dà una data ma lui dice che si sente bene e vuole rientrare. Sicuramente l'atmosfera di domenica al 'Ferraris' non ha 'aiutato' a fargli avere la giusta cautela. Lui vorrebbe giocare già domani. Lo valuteremo di settimana in settimana. Non dovremo commettere errori stupidi per la voglia, per lui, di giocare e, per noi, di riaverlo in campo". Un commento sulla prima partita di Bijlow? "L'ho visto subito al centro della porta e della squadra. Si è preso le sue resposabilità e con i piedi non ha avuto paura. Sono contento della prestazione e sono contento dell'atteggiamento che ha nei confronti di questa nuova esperienza. Sta imparando l'italiano e si sta integrando bene. Non gioca due partite di seguito da tanto tempo Dovremo anche gestire i carichi di lavoro settimanali ma sono soddisfatto". Che giocatore è Amorim? E carina vedere un ds che parte e sta tre giorni all'estero e torna con un giocatore. "Diego è un direttore molto moderno dal punto di vista della ricerca del giocatore, nell'analisi dei dati e nella vicinanza all'allenatore. Ma poi a volte fa questi exploit alla Sabatini che aveva il doppio orologio con i due fusi orari. Ha preso ed è andato a convincere il giocatore, società e procuratore perché abbiamo visto qualcosa di interessante in Amorim. E' un giocatore giovane, la reputo un'operazione intelligente. Penso che questa sia una sfida ambiziosa. Si potevano prendere altri giocatori che erano in uscita da tante squadre di Serie A e che avrebbero indossato la maglia del Genoa avendo tutto chiaro di quello che avrebbero potuto fare nel calcio italiano. Invece va premiato il talento e la grandezza. E' un giocatore che si deve adattare al nostro calcio ma se penso ad un giocatore che potrei allenare penso a lui. Se penso ad un giocatore che il Genoa possa far fruttare nei prossimi anni penso a lui per le sue qualità incredibile per giocare sempre testa alta e condurre palla. Volevo un centrocampista che fosse diverso dagli altri per dinamismo e geometrie". E' stato diciamo un ritiro forzato per via della rizollatura dei campi di Pegli. E' stata un'occasione anche per conoscervi meglio. Avevamo la possibilità di fare questa rizollatura prima della partita di Parma o prima della partita contro la Lazio. Nella partita di Parma avremmo potuto cercare un centro sportivo o a Brescia o addirittura a Coverciano e invece abbiamo optato per lo stesso albergo della partita con la Roma e per questa struttura che ci ha aiutato tantissimo. Abbiamo scelto questa perché era quella più lontana all’interno del mese di gennaio e potevamo immaginare di avere già avuto qualche arrivo esterno al Genoa e qualche giocatore nuovo, che ha potuto godere di questi giorni insieme anche per inserirsi meglio nel gruppo. Il gruppo l’ho visto affiatato. Hanno avuto la loro libertà perché non mi piace portare cinque giorni la squadra in ritiro e chiusa dentro l'albergo. Quindi quando ci allenavamo, al pomeriggio potevamo fare una passeggiata. Siamo vicino al centro ed era giusto che si godessero anche l'aria aperta perché non era un ritiro punitivo o per ritrovare la concentrazione, ma era semplicemente per ritrovare un campo migliore a Pegli quando torneremo e anche per unirci tra di noi come gruppo squadra". La sfida contro la Lazio non sarà come le altre. "Sono molto concentrato su quello che è l'aspetto calcistico. Ritorno in uno stadio e nella città che mi ha visto giocare per tutta la vita, abito a cinque minuti dallo stadio. Ci sarà un piccolo sapore di casa. Stavolta affronteremo la squadra che per me è stata la rivale principale per tutta la vita, ma vestendo una maglia diversa da quella della Roma non lo vivo ciò come un derby ma come una partita importantissima per la nostra salvezza. So che magari icon lo stadio pieno avrei avuto un’accoglienza diversa, ma per come sono fatto io, quando parlo di emozioni, parlo anche di quelle fra virgolette agrodolci. Io mi caricavo di più quando giocavo fuori casa che in casa. Nonostante non ci siano divieti, ma prevalentemente è una scelta loro, mi mancherà anche l’accoglienza spigolosa dei tifosi laziali che mi hanno sempre regalato. Per me è parte del calcio, delle emozioni e della vita di questo lavoro, di come l’ho sempre fatto io. Nella conferenza stampa d'addio al calcio ho parlato anche di questo, di come mi sarebbero mancati non solo l’Olimpico e la Roma, ma anche quelli che mi aspettavano pronti a fischiarmi perché mi odiavano calcisticamente. Penso pure che quelli del Genoa mi vedessero così fino a qualche mese fa (ride, ndr). Non ci trovo niente di male. Mi sarebbe piaciuto giocare questa partita in uno stadio pieno, nonostante mi avrebbero dedicato qualche coro. Io però sono molto concentrato sul calcio e sulla partita. Nelle prossime due incontrerò Sarri e Antonio Conte che per me sono due degli allenatori più forti che l'Italia ha partorito calcisticamente negli ultimi trenta o quarant’anni: sono forti, vincenti e difficili da affrontare. Ho un buon rapporto con entrambi. L’ultima volta che ho incontrato Sarri era a Figline per Figline-Ostiamare, entrambi presidenti delle due squadre. Stavolta ci rincontreremo in Serie A. L’amore per il calcio ci porta in vari posti, ma non cambia la passione e l’interesse per questo sport. Mi fa piacere abbracciarlo in un campo di Serie A, anche se fu bello farlo in un campo di Serie D". Come l’hai visto questa settimana Messias? Pensi di poterlo impiegare per più tempo? "Ne avevamo parlato anche prima che facesse questo exploit contro il Bologna, è uno che sai di dover centellinare col minutaggio. Quando entra, l’ha fatto a Udine, Parma e col Bologna, ci ha portato quattro punti. E' un giocatore diverso da tutti, se stesse bene probabilmente uscirebbe dal campo dieci minuti a partita, ma noi dobbiamo gestirlo per quella che è la realtà che conosce anche lui. Lui si sta mettendo a completa disposizione cercando di allenarsi il più possibile. Sappiamo che dobbiamo tenere il bilancino a metà tra allenarlo e giocare minuti in più, ma non farlo troppo rischiando che si faccia male. Penso che andando avanti con il tempo e trovando una stabilità, lui tornerà ad essere un giocatore abile e arruolabile per più tempo e più partite consecutive. Adesso siamo ancora in quella fase nella quale dobbiamo parlarci, chiedere come sta. La mia idea sarebbe quella di farlo partire dall’inizio domani, ma dobbiamo capire come sta e se dal primo minuto può avere dei contraccolpi o se siamo già convinti di avere un cambio assicurato perché così sarebbe. Oppure se a partita in corsa con distanze lunghe e avversari stanchi, lui possa essere più efficace come è stato con il Bologna". Termina la conferenza stampa di Daniele De Rossi.