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Genoa, De Rossi: "Il Pisa è una squadra viva. Sarà il nostro vero match point"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 14:10Serie A
di Andrea Piras
fonte dal centro sportivo "Gianluca Signorini", Genova

Genoa, De Rossi: "Il Pisa è una squadra viva. Sarà il nostro vero match point"

13.10 - Con la salvezza ormai quasi acquisita, il Genoa si appresta ad affrontare il finale di campionato. La prima tappa di questo rush è l'Arena Garibaldi di Pisa. In vista della gara contro i nerazzurri toscani, il tecnico Daniele De Rossi interverrà in conferenza stampa dal centro sportivo "Gianluca Signorini" di Pegli. Segui la diretta testuale su TUTTOmercatoWEB.com. 13.40 - Inizia la conferenza stampa di Daniele De Rossi. La gara col Pisa può rappresentare una nuova chiusura del cerchio? "Il Pisa è stato il primo appuntamento del 2026. Lo abbiamo affrontato dopo tre sconfitte. Siamo partiti molto bene e poi è venuta fuori la qualità del Pisa. E’ ancora una squadra viva, dovremo stare molto attenti ma vincere domenica sarà il nostro vero match point. E' vero che non sarebbe matematico ma se dovessimo vincere domenica saremmo salvi". Amorim e Masini possono giocare? "Entrambi hanno le loro caratteristiche. Masini gioca qui da tre anni, lo prendi e lo butti dentro la mischia e sai che uscirà fuori sempre qualcosa. Amorim ha gamba, intensità e qualità, ha fatto bene Verona e ha avuto un primo buongiorno nel calcio italiano a Milano contro l'Inter. Come spesso dico, lo abbiamo preso con 4-5 anni di contratto". TMW - In cosa è cresciuto Amorim e in cosa deve migliorare? "E' cresciuto tanto fisicamente. Dopo le prime settimane abbiamo visto che era difficoltà gestire i carichi fisici. Ha avuto un contraccolpo metodologico più che fisico ma non avevamo tempo di modellare gli allenamenti per inserire lui. Avevamo fretta di fare punti. Un palleggiatore ma non deve confondere la sua abilità con la leggerezza di poter rischiare. E’ uno di quelli che quando ha l’uomo addosso la pressione non la sente". Hai trovato i gol degli attaccanti.
 "Io sono contentissimo del reparto attaccanti. Anche se hanno giocato spesso Colombo e Vitinha, gli altri li ho inseriti in partite delicatissime. E’ il reparto più di tutti dove posso scegliere chiunque e sono tranquillo". Le voci che arrivano da Roma? "Non le sto vivendo. Sto guardando da fuori. Sono stato tanti anni a Roma e so che quando c’è un po’ di baruffa mediatica, e un po' all’interno, entrano e commentano tutti quanti. Di tutto ha bisogno la Roma tranne che io mi unisca ai commenti e soffi sul fumo di qualche chiacchiera. Non commento queste cose, spero che le cose vadano sempre meglio perché se le cose vanno bene a Roma sono contento". Cosa può essere cambiato fra il Pisa di Gilardino e quello di Hiljemark? "Sono squadre abbastanza simili. E’ una squadra viva. Al 58’ contro il Torino hanno avuto l’occasione sullo 0-0 per segnare il vantaggio. E’ una squadra in salute che è inferiore a Roma e Como ma con squadre alla sua portata, e ovviamente metto dentro anche il Genoa, è sempre stata in partita fino alla fine. E’ una squadra viva, ha l’ultima opportunità di fare l’impresa. Non ho visto una squadra morta. E con Gila ho visto altrettanto. Una squadra che perdeva per un dettaglio. Fare un confronto fra gli allenatori non sarebbe elegante né per uno né per l’altro". Che partita deve fare il Genoa? "Io sono stato contento della vittoria contro il Verona perché ho visto una partita da squadra matura. Chi ha storto la bocca dopo il primo tempo del 'Bentegodi' non ha mai giocato a calcio. Ho visto una partita da grande squadra. Potrebbe essere una partita simile, speriamo possa avere lo stesso esito. Il Pisa ci lascia più il pallone. Avere la palla può essere un vantaggio ma anche un rischio se non le gestisci con cura. Sarà una partita da prendere con le pinze". Quanto può pesare la mancanza di Ellertsson? "E' un giocatore sottovalutassimo. Fa la fortuna dell’allenatore perché ha ricoperto qualsiasi ruolo. Se penso al suo percorso, la prossima cosa che dobbiamo fare è fare una stagione simile ma con numeri diversi. Sono step ma il potenziale è evidente dal primo giorno. Ti fa giocare bene. E' disponibile e resistente. Ora deve mettere qualcosa in più negli ultimi sedici metri, può fare assist e gol di quanto può fare in questi anni". La staffetta Baldanzi-Messias? "Vederli insieme significa mettere in campo i nostri giocatori di maggiore qualità insieme a Malinovskyi. Sono entrambi mancini, quindi c’è anche il discorso di mattonelle da occupare. L’alternanza è servita e ha funzionato perché non sono stati benissimo a condizione fisica. Sono due giocatori importanti e la gestione di vederli poco insieme può essere una soluzione vincente". I tifosi sembrano preoccupati per il tuo futuro. Sei un po’ il leader di questa squadra? "Penso che i leader della squadra siano Malinovskyi e Frendrup e tanti giocatori che hanno tirato avanti la carretta. Io mi sento benissimo in mezzo ai ragazzi, i questa città e in questa squadra. Adesso dobbiamo parlare di quello che dobbiamo raggiungere, ovvero la salvezza. Ho detto mille volte che sto bene qui e che sono un ambizioso. E quando dico così non parlo di Real Madrid a giugno ma di migliorare quello che ho fatto quest’anno". La possibilità di schierare Grossi? Non lo abbiamo visto nella prima parte della mia avventura qui perché non lo conoscevo proprio e non c’era (era stato fuori due mesi e mezzo per un problema al ginocchio). L’ho visto la prima volta su Sportitalia mentre guardavo la partita e ho detto 'quello chi è? Da dove è uscito fuori?'. La seconda volta l’ho rivisto giocare e ho detto: “quello facciamolo venire su”. Quando viene su si trova sempre a suo agio: è un giocatore che a noi sta piacendo. Ovviamente è dietro delle gerarchie rispetto ai suoi colleghi più grandi. Recuperiamo anche Onana che è un ragazzo che è stato fermo per parecchio tempo, ma proprio per questo tipo di partita che dice lei, con molte palle anche giocate alte, potrà tornare utile. Mi piacerebbe nelle prossime partite avere quella tranquillità e libertà per poter dare spazio a giocatori come Grossi, a giocatori come Lafont, Ouedraogo, Doucoure, Klysis, Carbone, Odero, tutti giocatori che con noi hanno fatto benissimo quando sono stati qui con noi e che si stanno allenando in maniera eccezionale, non abbassando mai di un centimetro il livello di qualità dell’allenamento. Come abbiamo già detto mille volte, quando stai lì con quelle che ti corrono dietro prima di mettere un giovane ci pensi qualche volta. Abbiamo una squadra forte, quindi i giovani sono importanti per noi e importanti per il Genoa. Avranno il loro spazio. Spero di poter essere un pochino più a cuor leggero per poter far loro giocare qualche minuto". Si sente molto questa voglia di migliorare. "Non ho mai iniziato e finito una stagione. Quando si parla di me, si fanno tanti accostamenti, che a me fanno piacere. Non l’ho mai iniziata e finita, forse non per colpa mia a volte. Quando l’ho iniziata, l’ho finita troppo presto per capire se stavo andando nella direzione giusta o sbagliata. Per me la fretta non esiste. Non esiste il bisogno di cambiare squadra ogni anno. Sono uno abbastanza abitudinario: se sto bene in un posto mi ci lego a doppia mandata. C’è poi bisogno di parlarci e capire che direzione prendiamo. Quando parlo di sogni e di ambizioni, parlo di tutti i venti allenatori di Serie A, Serie B e Serie C. Tutti si siederanno coi loro presidenti e direttori e cercheranno di capire che direzione prendere. Penso che sia una cosa in cui non faccio eccezione. Lo faremo, anzi forse lo stiamo già facendo". Colombo? "Credo Colombo sia un valore importantissimo per questa squadra perché vedo un ragazzo giovane ancora con grande voglia, con grande fame, con grande desiderio di far gol, ma anche di aiutare la squadra. Non so quante occasioni crei a partita, dovremmo andare a guardare meglio i dati, ma se penso alle partite in cui non ha fatto gol io posso stare tranquillo. È ovvio che poi dopo va buttata dentro, però con l’Udinese proviamo una giocata per andare in profondità e lui è puntuale, arriva lì, tira al volo sotto la traversa e il portiere gliela spizza. Subito dopo noi abbiamo uno schema per farlo liberare vicino alla porta: sbaglia il gol da un metro, ma lui è lì puntuale e la palla arriva. La partita di cui abbiamo parlato l’altra volta, quella con il Sassuolo che ho visto da casa: ha avuto 3-4 occasioni. Tante volte un giocatore non segna, perché se no sarebbe un giocatore che non giocherebbe nel Genoa se segnasse in tutte le occasioni che si crea, ma ci arriveremo a farlo segnare un po’ di più. Sicuramente per quello che ha prodotto la casellina del sei al numero di gol è un peccato perché le occasioni che ha prodotto le ha prodotte di farina propria, se le è create lui, come il gol con il Napoli. In tante altre circostanze va in profondità, si sbatte e poi viene fuori un’occasione da gol. Ci lavoreremo e ci lavoreremo forte: il prossimo anno andrà in doppia cifra, ne sono convinto". TMW - Ci saranno possibilità anche per Zatterstrom? "E' un giocatore interessantissimo, l'ho voluto io. Non ha giocato tantissimo perché davanti a lui ha un robot che non ci lascia mai a piedi che è Vasquez, grande capitano. Non volevo dei vice Vasquez più 'ingombranti'. Nils è un ragazzo in gamba, mi ha impressionato per la tranquillità e per come gioca palla piede. Siamo contenti di lui, non è escluso che possa anche iniziare anche un po’ di più in queste ultime fase sia per vedere le sue qualità sia per preservare un giocatore che andrà poi a giocarsi i Mondiali in casa". TMW - Lunedì rivedrai Cassano, Adani e Ventola al centro di diverse critiche. "Mi toccano e mi dispiace. Per certi versi, alcune le posso anche capire perché sono abbastanza anche diretti quando esprimono un concetto, sopratutto Antonio. Ma sono amici, ho fatto loro una promessa 3-4 mesi fa quando sono andato a vedere Inter-Liverpool e le promesse le mantengo. Non giro spalle ai miei amici solo perché adesso forse, a livello di immagine, mi converrebbe. Ognuno poi è responsabile di quello che dice, di quello che fa, di quello che espone e come lo espone. So di essere una persona che sa parlare e che non manca di rispetto di nessuno. Poi nel privato, quando parlo con loro, specie con uno, dico quello che penso del suo modo di comunicare. Al di là degli errori che ci possono essere a livello comunicativo, sono persone perbene e sono miei amici non mi vergogno a dirlo. Andrò lì tranquillo e senza sentirmi in difetto con niente e con nessuno". 14.10 - Termina la conferenza stampa di Daniele De Rossi.