Genoa, De Rossi: "Vittoria gigantesca. Il coraggio di porta qualche punto in più"
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14.32 - Al termine del match contro il Sassuolo, il tecnico del Genoa Daniele De Rossi interverrà in conferenza stampa dallo stadio "Ferraris". Segui la diretta testuale su TUTTOmercatoWEB.com.
15.13 - Inizia la conferenza stampa di Daniele De Rossi.
Si aspettava di vincere la partita con un tacco di Sabelli, assist di Messias e gol di Ekuban?
"Le prodezze di Messias ed Ekuban ci sono riuscite. Il tacco di Sabelli...devo farmi due domande (ride ndr). Scherzi a parte, ci sono giocatori che hanno questa maglia sulle pelle e con un po' di sfrontatezza cercano la giocata. Bello che abbiano lo stesso mio coraggio quando affronto le formazioni, la vita, ecc. So che danno tutto in campo".
30 punti ottenuti.
"Era importante vincere oggi. Avevamo questo retrogusto amaro dopo la sconfitta contro l'Udinese. Oggi abbiamo fatto un ottimo primo tempo. E' stata una partita strana. In genere quando una squadra gioca bene, l'altra gioca male. Invece che il Sassuolo ha fatto bene, gli faccio i complimenti. Nell'intervallo c'è stato un parapiglia che non doveva succedere. Andremo a Pisa a giocarci la partita con tre squalificati ma dobbiamo maturare su questo perché abbiamo scombussolato la partita".
L'uscita di Malinovskyi e Baldanzi e poi l'ingresso di Messias?
"Per prima cosa ho dovuto togliere i centrocampisti ammoniti. Avevo voglia di non perderla. In altre circostanze non era andata bene ma essere coraggiosi ti porta qualche punto in più".
La posizione di Baldanzi?
"Stiamo virando verso un qualcosa di più fluido. Bisogna girare mantenendo quelle posizioni. Lui doveva girare sapendo che quella posizione un compagno la deve occupare. Lui ha quel pizzico di libertà in più come Malinovskyi o Messias. Se li limitassi a fare quello che c'è scritto sul libricino di Coverciano non sarebbero utili".
Con Sabelli si vede cosa può fare l'affetto per il club. Anche Ekuban.
"Si riparte da questo. Il Genoa cambierà dei giocatori perché è fisiologico. I giocatori che possono, che vogliono o che devono essere venduti saranno venduti ma se non c'è uno zoccolo duro che spiega ai nuovi dove sono arrivati diventa difficile avere questo ricambio. Ai ragazzi ho chiesto che non voglio vedere una squadra che gioca meglio dell'avversario, so quali sono le nostre qualità e limiti, ma di vedere una squadra che volesse vincere più di loro. Oggi avevamo più stimoli di loro e si è visto. Non è una partita che abbiamo strameritato di vincere anche se abbiamo fatto bene. Con l'Udinese c'è stato un dominio più netto ma oggi, per il modo come è arrivato il gol, si è visto quali erano i nostri stimoli".
Quanto vale questa vittoria?
"Dà sollievo. Quando ho visto l'1-1 e quell'addormentarsi della partita pensavo che avevamo 34 punti e ci avremmo riprovato a Pisa. Due punti in più pesano. Dobbiamo affrontare Como, Milan, Atalanta, Fiorentina. Partita non simpatiche. E' una vittoria gigantesca, non siamo salvi. Non c'è la matematica. Però anche per piacere personale siamo noi a farli e non stare a gufare la Cremonese o il Lecce. Dobbiamo fare i punti che dobbiamo perché ci tireremo fuori da soli da questa situazione".
Ora ci sarà la possibilità di vedere il Genoa come piace a te con la difesa a quattro?
"Nasco amante della difesa a quattro. Il 4-3-3 è il modulo che meglio di tutti ti permette di occupare il campo. Ci sono anche i DNA di un club e le squadre hanno la predisposizione a giocare in una determinata maniera. Non penso quanto questo Genoa possa essere stravolto per una cosa che piace a me. A me piace come gioca il Genoa. Per me il calcio non è perfetto ma va molto vicino a quello che piace a me".
Sabelli ha detto che per te farebbe tutto. E' il cuore del Genoa a fare la differenza?
"Mi piace pensarla così. Da allenatore dovrei dire di no. E invece è il gruppo che ho trovato e come siamo entrati in sintonia a fare la differenza. Ci sono poi i livelli e questi vanno rispettati. Non posso dire di andare a Torino e vincere col cuore. Si vince a Torino mettendoci cuore e correndo quanto loro. Quello che non è mai mancato. Nonostante la forza dell'avversario, devo per forza avere una reazione. Nel secondo tempo è stato un po' piatto ma c'è stata una reazione. Noi allenatori dobbiamo mettere in campo giocatori che ci tengono. Uno poi trova gli stimoli in qualsiasi cosa".
Oggi si è visto da due allenatori italiani una partita giocata a viso aperto.
"Io faccio fatica a parlare di me e mi soffermo su Grosso. E' una persona che ammiro per come ha gestito tutto. Soprattutto per quella valanga di notorietà dopo il 2006. E' un messaggio importante. Sento spesso quei luoghi comuni sui campioni del 2006, ma penso che Fabio sia la conferma che si può essere ottimi giocatori e ottimi allenatori".
15.29 - Termina la conferenza stampa di Daniele De Rossi.
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