Due punti di media a partita non bastano a D'Aversa: il Torino prende tempo per la conferma
Il Torino prende tempo. Nonostante l’impatto positivo di Roberto D’Aversa, la società granata non ha ancora sciolto le riserve sul futuro dell’allenatore, arrivato per risollevare una squadra in difficoltà e capace in poche settimane di centrare quasi la salvezza.
I numeri parlano per lui: 12 punti in sei partite, un cambio di passo evidente e uno spogliatoio ritrovato. Il contratto, però, scade il 30 giugno e non prevede opzioni di rinnovo automatico. Le parti restano libere, anche se qualche segnale è già arrivato. “Voglio cercare di far cambiare idea solo con il lavoro”, ha dichiarato D’Aversa, lasciando intendere la volontà di proseguire il percorso. Anche Urbano Cairo non ha chiuso la porta: “Ne sto parlando con Petrachi e ne parleremo con l’allenatore. Non è stata presa una decisione, ma sta facendo bene e siamo contenti”.
Il club valuta tutte le opzioni, senza escludere piste alternative. Restano sullo sfondo nomi importanti, da De Rossi a profili più esperti come Sarri e Italiano, anche se i vincoli economici rendono complicate certe operazioni, soprattutto le ultime due. Nel frattempo, D’Aversa continua a lavorare per rafforzare la propria candidatura. L’obiettivo è chiudere al meglio il campionato e convincere definitivamente la società a puntare su di lui anche per il futuro. A scriverlo è La Stampa.
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






