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Verona-Bologna 2-3, le pagelle: gemma Castro, capolavoro Orsolini. Sarr, che erroreTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 20:37Serie A
di Daniele Najjar

Verona-Bologna 2-3, le pagelle: gemma Castro, capolavoro Orsolini. Sarr, che errore

Risultato finale: Verona-Bologna 2-3 VERONA (a cura di Daniele Najjar) Montipò 5,5 - Possiamo parlare del fatto che abbia responsabilità o meno sui gol, ma l'incertezza che trasmette sulle uscite è tangibile e alla lunga si paga. Unai Nunez 4,5 - Un primo tempo inspiegabile per il centrale spagnolo, solitamente attento e preciso. Dominguez gli scappa alle spalle sull'1-2, ma in generale lo mette in grossa difficoltà. Sbaglia anche appoggi semplici. (Dal 46' Slotsager 6- Ci mette voglia e applicazione, alla seconda apparizione stagionale: tanto basta e non demerita). Nelsson 5 - Lascia un po' troppa libertà a Castro, che è bravo a ritagliarsi spesso lo spazio per tirare. Ha meno colpe di altri sui gol subiti, ma non ne è certo esente. Valentini 5 - Errore di comunicazione con Bradaric, così arriva la punizione che porta al gol di Orsolini. In generale lotta e cerca l'anticipo, spesso trovandolo, soffre però maledettamente Orsolini. Niasse 5,5 - Gioca in un ruolo del tutto inedito, ma a parte un paio di cross fa davvero troppo poco per arrivare alla sufficienza, sia in una fase che nell'altra. (Dal 77' Fallou Cham s.v.). Serdar 5 - Impalpabile. Il motivo si conosce ed è dovuto al delicato infortunio dal quale non sembra essere però tornato, ancora. Più mentalmente che a livello di mera condizione fisica. (Dal 52' Giovane 5,5 - Avvia l'azione del 2-3 e poco altro: ci si aspettava qualcosa in più dal suo ingresso. Fa spazientire il pubblico intestardendosi troppo in alcune iniziative senza sbocchi). Al Musrati 5 - Palla al piede non sbaglia molto e anche in fase di contenimento parte bene, ma poi ha responsabilità su due dei tre gol subiti dal Verona nel primo tempo. Sulla rete di Odgaard raddoppia Dominguez anziché chiudere lo spazio, su quella di Castro viene sovrastato di testa da Pobega. (Dal 52' Gagliardini 6 - Cerca di dare la scossa in prima persona, avventurandosi anche in dribbling e discese sulla fascia). Bernede 6,5 - Gioca un'altra gara rispetto ai compagni di squadra. La travolgente cavalcata per il gol di Orban è l'immagine della sua partita, che è fatta di tante cose utili e anche lucide. Cala un po', ma non butta mai via il pallone. Bradaric 5,5- Prestazione di quantità e corsa, senza strafare, ma anche senza picchi. Almeno ci prova fino alla fine con qualche sgasata sulla sinistra. Sarr 4,5 - L'errore nella ripresa, da due passi, è molto grave. Era la palla che poteva farlo svoltare, la colpisce senza convinzione facendo un regalo a Ravaglia ed al Bologna. (Dall'82' Mosquera s.v.). Orban 7 - Come Bernede, anche lui gioca una partita di lotta e nella quale non smette mai di provarci. Segna un gol, provoca un'autorete, ne sbaglia uno non impossibile di testa, ma soprattutto suona la carica già con l'atteggiamento che ha. Allenatore Paolo Zanetti 5 - Per questa partita perde Belghali, Bella-Kotchap e Frese. Al netto dell'emergenza, non ci si spiega l'altalena di prestazioni, anche all'interno della stessa partita, da parte della sua squadra. Il Verona parte bene, segna, ma di fronte alle difficoltà oggi si squaglia un po'. Poi la riapre con un episodio e lì si vede un vero tentativo di reazione. Le prova tutte passando al tridente. Non sembra un caso il fatto che questa dinamica spesso si veda al Bentegodi: ha in mano un gruppo fragile. Certo: se Sarr da due passi avesse segnato parleremmo di altro... --- BOLOGNA (a cura di Andrea Carlino) Ravaglia 6,5 - La solidità tra i pali emerge con continuità durante tutta la gara, gestendo senza affanni le conclusioni avversarie e dimostrando personalità nelle uscite basse. La parata miracolosa su Sarr nel finale rappresenta l'apice della prestazione, con un intervento di corpo che blinda il risultato e conferma istinto e coraggio quando la pressione sale. Holm 6 - La corsia destra alterna spunti propositivi a qualche imprecisione di troppo nei traversamenti, confezionando comunque una prestazione sufficiente che non demerita in fase di copertura. La rimessa laterale calibrata per Castro testimonia visione di gioco e capacità di lettura degli spazi offensivi, qualità che emergono a intermittenza durante il match. Dall'80' Zortea s.v. Heggem 6,5 - La presenza fisica nel cuore della difesa si rivela decisiva per contenere le accelerazioni di Orban, con un ripiegamento provvidenziale che dimostra tempismo e senso della posizione. I duelli aerei vengono sistematicamente vinti, garantendo alla squadra una base solida dalla quale ripartire con pulizia e autorevolezza. Vitik 6 - Il cartellino giallo condiziona la gestione della seconda frazione, costringendolo a maggiore prudenza negli interventi su Sarr che in alcune circostanze riesce a saltarlo sulla fascia. La scivolata che provoca lo scivolone di Orsolini testimonia qualche difficoltà nei momenti di pressione alta, ma la lettura complessiva della linea difensiva rimane affidabile. Miranda 6,5 - La corsia mancina diventa autostrada per sovrapposizioni continue e cross tagliati che mettono costantemente in difficoltà la difesa scaligera. L'assist decisivo per Odgaard certifica qualità negli inserimenti e capacità di creare superiorità numerica, coniugando spinta offensiva e tenuta difensiva con equilibrio encomiabile. Freuler 5,5 - La regia procede con ordine e precisione fino all'episodio sfortunato che cambia la serata, quando l'autogol riapre una gara apparentemente chiusa. Il ripiegamento decisivo su Sarr aveva dimostrato senso della posizione, ma la deviazione nella propria porta macchia una prestazione altrimenti solida e puntuale. Pobega 6,5 - La fisicità a centrocampo garantisce equilibrio e copertura preventiva, con la sponda aerea perfetta per Castro che innesca il gol del poker momentaneo. La generosità negli arretramenti e la capacità di leggere le situazioni pericolose completano una prestazione di sostanza e intelligenza tattica. Dal 66' Moro 6 - La gestione della sfera negli ultimi venti minuti mostra personalità e capacità di rallentare il ritmo per preservare il vantaggio. Orsolini 7,5 - Il sinistro a giro che si infila sotto l'incrocio rappresenta un capolavoro balistico che vale il centesimo contributo ai gol in Serie A, certificando classe cristallina e tecnica sopraffina. Le accelerazioni sulla destra creano superiorità continua, pur con qualche imprecisione che non intacca una prova maiuscola condita da generosità difensiva. Dal 90' Fabbian s.v. Odgaard 7 - Il mancino chirurgico che si insacca all'angolino dopo l'inserimento a rimorchio dimostra freddezza esecutiva e senso del gol cristallino nei momenti decisivi. La mobilità tra le linee crea scompiglio costante alla difesa scaligera, con movimenti intelligenti che liberano spazi preziosi per i compagni e confermano qualità tecnica superiore. Dall'80' Ferguson s.v. Dominguez 6,5 - La percussione verticale che spacca la difesa del Verona e genera l'assist per Odgaard rappresenta il momento clou di una prestazione brillante sulla fascia sinistra. Le accelerazioni palla al piede alternano intuizioni di qualità ad alcune imprecisioni, mentre la capacità di accentrarsi per ricevere facilita la manovra offensiva con intelligenza tattica. Castro 7 - Il destro violentissimo che si stampa su traversa e riga prima di entrare rappresenta una gemma tecnica di rara bellezza, con un gesto atletico pulito che certifica maturità crescente. La mobilità costante in area costringe i difensori a rincorrerlo senza sosta, pur con qualche occasione sprecata che non intacca una prestazione maiuscola. Dal 66' Immobile 6 - La presenza fisica offre un punto di riferimento statico per gestire i palloni lunghi e preservare il risultato negli ultimi venti minuti concitati. Vincenzo Italiano 7 - La risposta caratteriale dopo sette gare senza vittoria (54 giorni dopo) evidenzia un lavoro tattico preciso e una capacità di gestione delle difficoltà che la squadra ha saputo superare con autorevolezza. La scelta del 4-2-3-1 con Odgaard tra le linee risulta vincente per scardinare la difesa scaligera, mentre i cambi della ripresa preservano energie preziose per la rimonta europea.