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Stavolta Sogliano non è bastato al Verona: cosa non ha funzionato sul mercato
Sean Sogliano come al solito si è trovato a dover fare una rivoluzione, ma pressoché senza budget di partenza e con la necessità di centrare nuove plusvalenze. E nonostante tutto ha portato altro oro a Verona. La differenza è che stavolta a Sogliano non è riuscito il colpo centrato nelle annate precedenti: far brindare per i grandi incassi al contempo raggiungendo l'obiettivo sportivo.
Difficile farne una colpa, semmai era un miracolo prima. Motivo per il quale Sogliano sarebbe la certezza dalla quale ripartire per la risalita, oltre che il punto di riferimento per l'ambiente. Ma andiamo con ordine vedendo cosa ha funzionato e cosa no, sul mercato.
Altre plusvalenze
Dopo le plusvalenze multimilionarie della scorsa estate Giovane è arrivato a parametro zero ed è stato rivenduto per 20 milioni in pochi mesi. Cisse, prodotto del settore giovanile, ne ha portati altri 8. Senza dimenticarsi dei vari Belghali, Bella-Kotchap ed Edmundsson, prossime probabili plusvalenze. Anche la scelta della punta, alla fine, era stata corretta. Con Orban è finita nel peggiore dei modi, ma è stato uno dei pochissimi ad alzare il livello. La semina è stata fatta anche per il futuro, visto che a gennaio sono arrivati Isaac e Arthur Borghi, dei quali si parla bene. Buone le toppe a zero Gagliardini e Akpa-Akpro (il secondo caldeggiato da Zanetti): hanno tirato loro la carretta garantendo un minimo di lotta, anche se non dovevano essere i titolari.
Cosa non è andato
Perché è andato tutto storto? Lo ha spiegato lo stesso Sogliano. Di solito le campagne acquisti del Verona degli ultimi anni portavano tanti sconosciuti, che però avevano molta fame di emergere. Energie da spendere per la salvezza del Verona, mettendo l'obiettivo di squadra di fronte al proprio. Quest'anno il ds ha provato forse ad alzare il tiro, puntando su un mix: sia "i Belghali" che gente con un curriculum un minimo strutturato. Unai Nunez e Al Musrati sono esempi di giocatori che dovevano essere certezze, nuovi leader, ma che non hanno atteso le aspettative.
Verona più forte? Non moralmente
Il Verona di questa stagione, sulla carta, era probabilmente più forte dal punto di vista tecnico di quello della passata annata. Però privo di veri leader (oltre che falcidiato dagli infortuni). Più volte Paolo Zanetti ha espresso questo concetto. Il gruppo non è stato amalgamato perfettamente dal punto di vista umano, evidentemente. Detto che quando si opera con budget nullo, il margine d'errore è altrettanto nullo.
Porta, centrocampo, allenatore
Altro? La scelta di continuare con Lorenzo Montipò in porta non ha pagato come si pensava, anche se molti speravano nel suo rinnovo. Il fisico di Suat Serdar ha tradito ancora. Baldanzi era stato preso, poi la Roma ci ha ripensato: era possibile fare uno scatto più deciso? Sogliano sembrava avere le mani legate. In quella posizione è comunque rimasto un buco. L'effetto della cessione di Giovane è stato sottovalutato? La domanda qui andrebbe fatta a chi sta più in alto. Il vice-Belghali è arrivato un po' tardi (Lirola, che poi non ha inciso), così come altri rinforzi di gennaio. Un mercato difficile quello, soprattutto se serve prima vendere. Infine l'allenatore: attendere per l'esonero di Zanetti non ha pagato, meno ancora sostituirlo con un esordiente. Certo, l'idea era di arrivare a D'Aversa. Morale: Sogliano merita di poter condurre un mercato per una volta con meno vincoli, per poter lasciare Verona con un ricordo degno della sua storia in questa piazza.
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