Atletico-Inter, sfida tra amici: le ultime di formazione. Inzaghi: "Difficile fare come Simeone"
Sessantuno partite fianco a fianco da giocatori, zero da allenatori l'uno contro l'altro. Simone Inzaghi e Diego Simeone si conoscono benissimo, ma da lontano se si pensa alla loro nuova vita. Insieme hanno vinto uno scudetto e preso lezioni da Sven-Goran Eriksson. Poi il Cholo è partito subito nell'Olimpo della panchina, complici i sei anni di vantaggio all'anagrafe: Simone non ci ha messo molto a raggiungerlo e adesso lo sfida, quasi da favorito. È un Inter-Atletico Madrid, quello che andrà in scena tra poche ore a San Siro, diverso da quello che avremmo immaginato qualche mese fa. I nerazzurri, outsider fino a Istanbul nella scorsa edizione di Champions League, arrivano agli ottavi con una finale giocata alle spalle. I Colchoneros hanno cambiato pelle, forse non il DNA che ogni tanto riaffiora. Si parte dal Meazza, per la gara di andata.
Qui Inzaghi. Essere il Simeone dell'Inter? È uno scenario che Simone Inzaghi, oggi forte come non mai tra le mura di Appiano Gentile, non disdegnerebbe, ma sa quanto sia complicato: "In Italia questo è difficile, l'ho capito negli anni alla Lazio e adesso qui all'Inter - ammette in conferenza - in venti giorni cambiano velocemente i giudizi sui calciatori, sugli allenatori: è inutile pensare troppo, bisogna lavorare sui principi, con questi ragazzi che hanno il sorriso sempre addosso. Abbiamo fatto sei mesi nel migliore dei modi, ma la cosa più importante sono questi tre che mancano". Pensare a domani: è questo l'imperativo categorico dell'allenatore nerazzurro, che l'Atletico l'ha studiato e lo esalta per il bel gioco. "Potrei pensare al Porto agli ottavi l'anno scorso - è il paragone, azzeccato a nostro giudizio, scelto da Inzaghi - è una squadra che palleggia molto di più rispetto al passato, hanno tantissima tecnica e giocatori di ottima qualità". Zero, come di consueto, indicazioni di formazione ma non sembrano esservi molti dubbi: rispetto all'undici di partenza visto con la Salernitana dovrebbero tornare titolare Darmian e Dimarco sulle fasce.
Qui Simeone. C'è una vena romantica, nelle parole del Cholo: "Qui all'Inter ho vissuto i due anni migliori della mia carriera, in una squadra molto forte - confessa in conferenza stampa - ho un grandissimo ricordo del gruppo di calciatori che avevamo, un grandissimo ricordo della gente che in quei due anni mi ha voluto molto molto bene. Sono in un posto dove voglio bene alla gente che c'è, domani convivrò con questo". I sentimenti, però, vanno a farsi benedire quando c'è da vincere, contro un avversario che assicura di rispettare molto: "Io penso che l'Inter sia tra le migliori 4-5 squadre d'Europa in questo momento. Basta vedere quello che stanno facendo in campionato, l'anno scorso in Champions hanno giocato una grandissima finale contro il Manchester City". Anche per questo, pure il tecnico argentino di formazione non parla praticamente mai: le ultime danno Llorente favorito su Depay per formare il tandem offensivo con Griezmann, ma potrebbe essere pretattica. Molina a destra, ballottaggio Reinildo/Lino a sinistra, con Koke, Saul e De Paul in mediana. Witsel, Gimenez e Hermoso davanti a Oblak.






