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Perugia, cambio di proprietà più turbolento non poteva esserci. E la piazza è già contro

Perugia, cambio di proprietà più turbolento non poteva esserci. E la piazza è già contro TUTTOmercatoWEB
Luca Bargellini
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Luca Bargellini
Oggi alle 00:34I fatti del giorno
Il passaggio da Faroni ad Arenacuri porta subito al cambio in panchina: Tedesco saluta tra le polemiche. E la piazza già contesta

Il Perugia cambia proprietà e, come prima conseguenza concreta del passaggio di consegne, cambia anche guida tecnica. L'arrivo di Arenacuri al vertice del club umbro ha infatti prodotto immediatamente la separazione da Giovanni Tedesco, allenatore confermato dalla precedente gestione e legato al Grifo non soltanto dal ruolo ricoperto in panchina, ma anche da una lunga storia da calciatore e da un forte rapporto con la piazza. Al suo posto è stato scelto Aimo Diana, chiamato a inaugurare il nuovo corso tecnico. Una svolta maturata nell'arco di pochi giorni e che, fin dalle prime ore, ha generato più di qualche tensione.

Il passaggio di proprietà: Faroni cede il Perugia ad Arenacuri

La vicenda parte dalla trattativa per il passaggio dell'intero pacchetto azionario del Perugia da Javier Faroni ad Arenacuri. Dopo giorni di interlocuzioni, il club e la nuova proprietà hanno sottoscritto il contratto preliminare per la cessione delle quote, annunciando che i dettagli dell'operazione sarebbero stati illustrati successivamente in conferenza stampa. Un cambio di proprietà che porta con sé anche un ritorno importante. All'interno della nuova struttura societaria trova infatti spazio Alessandro Gaucci, figlio di Luciano e storico ex patron del Perugia, pronto a rientrare nel calcio italiano dopo oltre vent'anni trascorsi anche in Spagna. Gaucci ha assunto il ruolo di presidente, mentre la struttura societaria avrebbe mantenuto Hernan Garcia Borras come direttore generale, con la necessità di individuare un nuovo direttore sportivo e la conferma di Alberto Marino nell'area scouting. Ma se il cambio ai vertici societari era nell'aria da tempo, altrettanto chiara era una delle condizioni legate all'operazione: la nuova proprietà aveva intenzione di cambiare allenatore.

Tedesco, l'addio annunciato prima dell'ufficialità

Il nome di Giovanni Tedesco era infatti uno dei nodi della trattativa. L'allenatore era stato scelto dalla precedente gestione e, secondo quanto emerso durante le fasi della cessione, tra gli accordi funzionali al passaggio di proprietà c'era anche la sua uscita dal club. Tedesco aveva già intuito quale sarebbe stato il proprio destino dopo l'amichevole contro il Bastia. Le sue parole al termine della gara avevano il sapore di un addio, pur senza che fosse ancora arrivata l'ufficialità:

"È inutile girarci intorno e prenderci per il culo".

Il tecnico aveva spiegato di essere stato coinvolto in una situazione che non riteneva logica, parlando di "un giochino" nel quale era stato tirato in mezzo e annunciando la volontà di chiarire successivamente quanto accaduto. Ancora più netto il passaggio relativo al rapporto con la nuova proprietà: Tedesco aveva denunciato una mancanza di rispetto, riferendo che in una PEC gli era stato comunicato che avrebbe dovuto essere allontanato e contestando anche l'affermazione secondo cui sarebbe stato l'allenatore più pagato della categoria. Una presa di posizione forte, ma accompagnata anche dal ringraziamento ai calciatori, allo staff e soprattutto alla tifoseria. Un legame, quello tra Tedesco e il Perugia, che andava oltre la semplice esperienza in panchina.

La scelta di Diana dopo il passo indietro di Toscano

Con l'uscita di Tedesco da definire, il nuovo corso doveva individuare rapidamente il successore. Il primo nome emerso era stato quello di Domenico Toscano, ma la pista non ha portato alla fumata bianca. Arenacuri ha quindi virato su Aimo Diana, individuato come profilo ideale per guidare la squadra nella nuova stagione. La scelta è stata poi confermata dalla nuova proprietà. Diana è arrivato a Perugia con il proprio staff e ha iniziato immediatamente a lavorare alla costruzione della squadra. Una necessità resa ancora più urgente dal ritardo accumulato durante la lunga trattativa per la cessione, come sottolineato dallo stesso Gaucci: "Abbiamo perso tempo e anche delle pedine importanti". Il nuovo presidente ha anche fornito la propria versione sulla separazione da Tedesco. Secondo Gaucci, prima di prendere una decisione avrebbe voluto incontrare e parlare con l'ormai ex allenatore, ma il confronto non sarebbe avvenuto. Tedesco, nella ricostruzione del presidente, avrebbe quindi rassegnato le dimissioni, circostanza della quale la società avrebbe preso atto procedendo immediatamente alla ricerca del sostituto. Una ricostruzione differente rispetto a quella raccontata pubblicamente da Tedesco, che aveva invece parlato di una decisione già indirizzata dalla nuova proprietà.

La separazione diventa ufficiale

Il passaggio societario ha quindi prodotto la prima decisione sportiva. Il Perugia ha ufficializzato l'interruzione del rapporto con Tedesco, spiegando che, nella valutazione dei programmi sportivi, era stata ritenuta opportuna la separazione dei percorsi. Nel comunicato il club ha però voluto riconoscere il valore della figura di Tedesco, ricordandone il passato da capitano e bandiera e il contributo dato nella stagione precedente, quando aveva accettato di guidare la squadra in un momento difficile portandola alla salvezza. Sul piano formale, dunque, una separazione motivata dai programmi della nuova società. Sul piano sostanziale, però, le premesse erano state molto più movimentate.

La prima frattura con la tifoseria

Ed è proprio qui che il nuovo Perugia ha trovato il primo ostacolo. La scelta di interrompere il rapporto con Tedesco non è stata accolta positivamente dalla parte più calda della tifoseria. Gli ultras biancorossi hanno preso posizione pubblicamente al fianco dell'ex allenatore, esponendo uno striscione rivolto alla nuova proprietà: "Chiunque voi siate, cominciate molto male. Una decisione senza rispetto né morale. Tedesco uno di noi per sempre". Un messaggio che fotografa bene il clima con cui Arenacuri è chiamata a inaugurare la propria avventura a Perugia. La nuova proprietà ha scelto di imprimere subito una direzione precisa, partendo dalla panchina e affidandosi a Diana. Ma la prima decisione ha già creato una distanza con una parte della piazza, profondamente legata a Tedesco.

Il nuovo corso, insomma, è ufficialmente cominciato. E lo ha fatto con una rivoluzione tecnica che era stata individuata già all'interno delle condizioni del passaggio di proprietà, con un cambio in panchina consumato nel giro di pochissime ore. Ora ad Arenacuri, a Gaucci e a Diana spetta il compito più delicato: trasformare una scelta societaria contestata in un progetto sportivo capace di riconquistare la fiducia della piazza.

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