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tmw / inter / Editoriale
Marotta tra fatti e paroleTUTTOmercatoWEB.com
giovedì 7 luglio 2022, 20:24Editoriale
di Lapo De Carlo
per Linterista.it

Marotta tra fatti e parole



L’Inter ha iniziato ufficialmente la stagione con la conferenza stampa di Marotta e Inzaghi, ieri il raduno ha portato ulteriore entusiasmo tra i tifosi, mentre sui social si sono aperti dibattiti sulle parole dell’amministratore delegato e del tecnico.
I temi sul tavolo sono legati all’apparente chiusura verso Dybala, alla gestione dei due portieri, la decisione di partire con Handanovic in porta e la difficoltà di esprimere un giudizio netto su una campagna acquisti a cui mancano ancora due terzi del percorso.
Marotta fa un discorso sensato e che si rivolge non solo all’Inter forse preparando anche il campo ad un prossimo (speriamo lontano) approdo alla guida del calcio italiano.

La riflessione semplice è che quella crisi di cui parlava già un anno e mezzo prima, unitamente agli ultimi sviluppi dell’economia globale sempre più in recessione, fino ad oggi era stata mascherata da movimenti di mercato che sembravano suggerire un “chiagne e fotte” dei dirigenti, invece che un grido d’allarme reale.
L’Inter, non a caso, ha preso per ora tre prestiti onerosi (Lukaku il cui rinnovo del prestito verrà rinegoziato la prossima stagione, Asslani, che dovrà essere obbligatoriamente riscattato a 10 milioni  e Bellanova) e due parametri zero (Mkhitarian e Onana)
Gli investimenti veri verranno fatti non appena verrà conclusa la prima cessione di peso, molto probabilmente Skriniar. Una parte della cifra dovrebbe essere infatti reinvestita su Milenkovic e Bremer, con il tema di Dybala appeso alle pretese del procuratore dell’argentino.

Oggi Dybala, Belotti, Bernardeschi, Romagnoli, Mertens sono liberi ma non trovano la collocazione per questioni meramente economiche. Ci sono giocatori come Icardi e Neymar che sono fuori dai progetti del PSG, Isco, Lingard, Dembele, Suarez, Aurier e Zagadou che sono senza squadra.
Si tratta di giocatori dalla cifra tecnica notevole ed esperienza internazionale, eppure non hanno ancora una destinazione, perché gli ingaggi restano troppo alti per il tipo di mondo in cui stiamo vivendo.
Il motivo non è, come si sente dire sempre più spesso, che l’Italia “ormai non conta più nulla”. Non è un problema solo italiano e non è un problema solo dell’Inter, considerando che si parla di debiti ai quali sembra che il club non possa far fronte e invece naturalmente va avanti. Il problema è nel sistema calcio attuale e nella gestione economica che premia pochissime squadre in Europa e lascia le briciole a tutte le altre.
Non è vero che l’Italia piange miseria. E’ vero che l’Europa tutta è in affanno e quando si vuole citare un esempio virtuoso si tira sempre fuori l’Inghilterra, il PSG e il Real Madrid. che fanno acquisti dalle cifre impressionanti, come Tchouameni preso per 80 milioni, senza fare altro, a parte Rudiger preso a parametro zero.

Prendiamo invece il resto delle squadre importanti: il Barcelona è fermo, l’Atletico Madrid non ha preso ancora nessuno, in Germania il Bayern ha speso 50 milioni per Manè dal Liverpool e Gravenberch dall’Ajax e ha problemi a trattenere Lewandowsky , il Borussia Dortmund ha speso la stessa cifra per un mercato quasi interno prelevando Schlotterberck, Adeyemi e Ozcan e l’Eintracht Francoforte, fresco vincitore dell’Europa League, terza forza della Bundesliga come acquisto più importante ha preso Hauge dal Milan per 12 milioni.
Si può andare avanti ad idee ma sarebbe molto meglio riformare il calcio, il quale invece fischietta e fa finta di nulla. Marotta ha fatto un discorso serio ma resta inascoltato.
Tornando alla questione Inter resta la perplessità sulla coabitazione tra Handanovic e Onana, per quanto riguarda la gerarchia è possibile che sia stata concordata anche per non caricare di responsabilità un portiere che viene da un anno e mezzo difficile.
Il fatto che il periodo complicato lo ha avuto anche Handanovic e Onana ha bisogno di continuità. E’ certamente una situazione eccezionale che durerà una sola stagione, ma rischiosa nella pretesa che possa portare a prestazioni eccellenti da parte di entrambi.
Ora sotto con il resto del calciomercato, il conto alla rovescia per l’addio a Skriniar prosegue ma anche quello per chi andrà a sostituirlo.
Amala