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"Oaktree finanzierà gli acquisti con le cessioni". Il grande equivoco da smentireTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Michele Maresca
per Linterista.it

"Oaktree finanzierà gli acquisti con le cessioni". Il grande equivoco da smentire

Ci sono sessioni di mercato che hanno il potenziale di determinare, agendo in funzione di spartiacque, un cambiamento dal vecchio al nuovo. Ad avere queste sembianze dovrebbe essere anche la prossima finestra estiva di mercato, per l'Inter, in virtù di un passato da salutare con rispetto e ammirazione, ma anche di un futuro da costruire per preservare intatta la propria competitività.

In questo scenario, il compito della dirigenza nerazzurra sarà quello di definire la strategia ideale per incidere nel presente disegnando anche un principio di futuro, nella consapevolezza che soltanto attraverso una visione lungimirante sarà possibile guardare alle scelte effettuate senza alcun rimpianto. Ciò potrà avvenire grazie ai presupposti definiti dalla società, con al vertice il fondo statunitense Oaktree: "vendere per comprare" come manifesto delle intenzioni della proprietà? La realtà è diversa, motivo per cui occorre analizzarla nel dettaglio per provare a immaginare le traiettorie del futuro interista.

Perché è sbagliato pensare ad Oaktree in quella prospettiva

Sono varie le ragioni per cui è inopportuno definire come veritiera l'espressione precedentemente utilizzata. Innanzitutto, vi è una ragione di bilancio: per quanto l'Inter non registrerà quel fatturato e quei ricavi conseguiti nella scorsa stagione, grazie al notevole cammino in Champions League (interrotto solo in finale di Champions League a causa dello 0-5 contro il PSG), la situazione dei conti nerazzurri non è tale da obbligare la società a fare ricorso al mercato in uscita per finanziare gli innesti agognati dallo staff tecnico nerazzurro. Ciò significa, dunque, che la dirigenza non ha automaticamente fissato un determinato prezzo di vendita per uno specifico big - si pensi ad Alessandro Bastoni o Nicolò Barella - prevedendone già in anticipo la cessione. E se quest'ultima è effettivamente contemplata, come nel caso di Marcus Thuram, ciò non deriva da esigenze economiche, bensì da considerazioni di campo.

La seconda motivazione che consente di escludere una recalcitranza di Oaktree a investire è data dal fattore sportivo. Poiché l'aspirazione finale del fondo è quella di vendere le quote di maggioranza dell'Inter - nell'arco di qualche anno - a un prezzo superiore a quello che esse avevano al momento dell'approdo di Oaktree ai vertici della società meneghina, ciò non può che significare la volontà di non indebolire la rosa. Un ridimensionamento, infatti, comporterebbe il rischio concreto di un piazzamento negativo in Serie A e di un percorso poco soddisfacente in Europa. Con conseguenze evidentemente disastrose per il bilancio nerazzurro.

La certezza

Ecco perché occorre sostituire la massima "vendere per comprare" con quella "cedere alle proprie condizioni", così da raffigurare in maniera veritiera quella che sarà la postura del club nerazzurro in sede di mercato nella prossima estate. Non un muro invalicabile eretto rispetto all'ipotesi della cessione di un big, ma un diktat inequivocabile che la dirigenza seguirà alla lettera: solo in presenza di offerte vantaggiose, effettivamente compatibili con il valore di mercato attribuito dall'Inter ai propri calciatori maggiormente rappresentativi, potrà aprirsi una finestra alla separazione estiva. Eventualità, quest'ultima, cui seguirebbe in maniera logica l'affondo sul mercato per giocatori altrettanto importanti al fine di mantenere la competitività necessaria per conseguire i risultati sportivi ed economici auspicati dalla società nerazzurra.