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Milito su Lautaro: "Mi impressiona la sua testa, vuole sempre migliorare. Da ragazzo era una spugna"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
giovedì 30 novembre 2023, 14:50News
di Marco Corradi
per Linterista.it

Milito su Lautaro: "Mi impressiona la sua testa, vuole sempre migliorare. Da ragazzo era una spugna"

Nel suo intervento ai microfoni di DAZN, durante il format "Un'altra storia", Diego Milito commenta così la crescita di Lautaro Martinez: "Stiamo parlando di un top player. Credo che abbia ancora tanto da dare, ci ha dimostrato il valore del giocatore che è, ma può ancora migliorare tantissimo. Credo che il suo grande valore sia quello di adattarsi al compagno di reparto: con Lukaku si è trovato benissimo ed ora con Thuram, che è molto diverso, stanno facendo grandi cose assieme. Sono felice di vedere dov'è arrivato perchè lo conosco da bambino e ho seguito tutta la sua crescita al Racing. Si può dire che mi abbia sostituito e ci sia stato un passaggio di consegne: sono uscito io ed è entrato lui nel giorno del suo esordio. Lo conosco molto bene e mi emoziona vederlo a questi livelli. La cosa che mi impressiona di Lautaro è la sua testa, la voglia di continuare a crescere e raggiungere certi obiettivi. Ha una mentalità da grande campione, che non si accontenta mai: dopo la finale di Champions e il Mondiale sta facendo qualcosa di straordinario. Non è un caso che sia il capitano di questa squadra. 

Le partenze di alcuni giocatori e la fascia da capitano sembrano averlo responsabilizzato ancora di più.

"Sicuramente la fascia da capitano ti fa crescere e ti responsabilizza, ma tutto parte da lui. Ha una maturità da grande giocatore, si sente importante nella squadra e nella società. E poi come gioca: è il punto di riferimento di questa Inter". 

Vi sentite ancora con Lautaro? Vorresti giocare con lui?

"Ora io non posso giocare più (ride, ndr), dopo dieci minuti mi sento malissimo. Godiamoci i grandi campioni come Lautaro. Ci sentiamo, ho un grande rapporto con lui e gli voglio bene. All'inizio gli davo qualche consiglio, lui sa ascoltare e questo è un grande pregio. L'ho conosciuto che aveva 16-17 anni e si capiva subito che era un giocatore diverso, con una testa e una maturità che gli consentivano anche di chiedere consigli ed osservare tutto al termine degli allenamenti. Assorbiva tutto, era una spugna".