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Roberto Mancini finalmente riconosciuto per la grandezza sempre negatagli all’Inter

autore
Tancredi Palmeri
per Linterista.it
lunedì 12 luglio 2021, 09:35Editoriale
autore Tancredi Palmeri
12.07.2021 09:35Editoriale

Grazie di tutto Mancio. Un mese, una vittoria, una emozione, un esempio indimenticabile. Tutto questo è stato possibile solo grazie all’aver creduto a un progetto che fosse possibile, nel momento peggiore per l’Italia, e senza mai recedere dal pensiero che fosse possibile, credendoci e regalando una inedita bellezza e orgoglio di giocare, guadagnandosi un per noi quasi sconosciuto riconoscimento internazionale per la qualità espressa.
Eppure non è stato sempre così per il Mancio, che a dispetto delle stigmate da predestinato, ha dovuto però ogni volta affrancarsi da categorizzazioni ingiuste e inesatte, arrivando adesso finalmente a quel tributo che gli è stato sempre negato.

Nell’editoriale del 16 maggio 2018 su Tuttomercatoweb all’indomani della sua presentazione, spiegavo che Mancini fosse la migliore scelta possibile, e che le etichette affibbiategli storicamente fossero tutte arbitrarie. Probabilmente anche perché il suo nome fosse legato soprattutto ai successi dell’Inter post-Calciopoli, e dunque per motivi di semplice tifo non ci fosse semplicemente serenità di giudizio nei nei suoi confronti.
Le 4 critiche principali vale la pena rileggerle, visto che adesso dopo 3 anni suonano ancora più ridicole alla luce dell’incredibile Europeo e della maniera in cui è stato vinto, e dunque fanno capire quanto il Mancio abbia scontato giudizi ingiusti per gran parte della sua carriera.

1. "Non è un vincente".
Falso. Aveva vinto 13 titoli, aveva vinto in tutte le squadre da cui è passato tranne nell'ultimo anno bislacco allo Zenit. Ha vinto 4 campionati, i 3 con l'Inter e quello con il City che ha rotto un sortilegio di decenni. Ha vinto persino in condizioni disastrate, come le Coppe Italia con Fiorentina e Lazio ai limiti dell'istanza fallimentare. Ovviamente i suoi successi più rilevanti erano quelli all'Inter. Ma nemmeno qui vale la critica sulla strada spianata da Calciopoli, perché in verità Mancini aveva cominciato a vincere dall'anno prima portando Coppa Italia e Supercoppa Italiana, rompendo un digiuno settennale, e assemblando personalmente il cuore della difesa nerazzurra che trascinerà l'Inter fino al Triplete. E in fondo anche nel secondo corso all'Inter girò al termine del campionato d'andata in testa nonostante la squadra non valesse nemmeno i primi 4 posti.

2. "Fa bene solo se ha la squadra forte"
Falso. Le sue lamentele sul calciomercato erano invece vere e proverbiali - peraltro disinnescate con ironia in conferenza stampa dicendo "meno male che in Nazionale il calciomercato non è possibile, ci siamo tolti un problema" - ma allo stesso tempo in tutte le squadre dove sono stati valorizzati gli elementi che aveva a disposizione, portandoli a un rendimento a cui erano disabituati.

3. "Ha bisogno dei campioni e trascura i giovani"
Falsissimo. Davvero dovunque ha lanciato giovani di qualità, responsabilizzandoli come raramente accade nel calcio italiano. Proprio quello di cui aveva bisogno in questo momento la Nazionale. E quando possibile, li ha promossi tra i titolari senza troppi tentennamenti. Certo, anche Ventura lavorava benissimo con i giovani nei club, ma senza mai fare il salto di qualità a livello di costanza e dimensione.

4. "Perde le grandi partite"
Dovunque, quando si è trovato nelle condizioni di favorito, ha fallito le partite secche senza un domani, che sfortunatamente sono anche il cuore delle avventure della Nazionale.
Magari si può pensare che in fondo la Nazionale ha perso adesso lo status di favorita.
E Mancini ha una sapienza e un'arguzia tattica che gli sono ingiustamente negate, capace di adattarsi alle squadre che ha avuto: un gioco sorprendente con Fiorentina e Lazio, sublime con l'Inter di Veron, implacabile con quella di Ibrahimovic, arioso con il Manchester City, e pragmatico con il Galatasaray e con l'Inter di nessuno.

L’ultimo punto poi, è stato smentito in una maniera che forse nemmeno Mancini avrebbe immaginato…

per Linterista.it

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