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Garlando: "Inter e Lazio, vittorie simili. I nerazzurri hanno sottomesso l'Atletico e il Cholo"
giovedì 22 febbraio 2024, 10:20News
di Marco Corradi
per Linterista.it

Garlando: "Inter e Lazio, vittorie simili. I nerazzurri hanno sottomesso l'Atletico e il Cholo"

Nel suo editoriale per La Gazzetta dello Sport, Luigi Garlando esalta la vittoria nerazzurra sull'Atletico Madrid: "Lazio e Inter hanno nascosto la porta al Bayern di Kane e all’Atletico di Morata, che non hanno spedito un solo pallone tra i legni. Sapienza tattica e tradizione difensiva: lo chiamano italian job. A tutto questo, Inzaghi, che rispetto a Sarri vanta in rosa più fisicità, più qualità tecniche, più alternative di valore per durare nel tempo, ha aggiunto un’aggressività offensiva che oggi fa dell’Inter una delle squadre più dominanti. Aver tenuto la palla (56,2% di possesso), aver sottomesso così nettamente, nella ripresa, una squadra potente come quella del Cholo è un atto di discontinuità non banale rispetto al passato recente che ha visto quasi sempre le italiane soffrire oltre confine.

Circolava ieri sui social un bel fermo immagine di Inter-Atletico: una linea a 4, bassa, formata da Darmian, Barella, Calha, Dimarco e, davanti a loro, un triangolo con De Vrij vertice basso e i braccetti Pavard e Bastoni avanzati. Praticamente i reparti ribaltati, il centrocampo dietro e la difesa davanti. Non è un posizionamento episodico, è una precisa logica di gioco, è la modernità liquida attualmente al potere: non esistono più i ruoli fissi, ma le funzioni che si spostano all’interno del campo. Barella e Calha si abbassano regolarmente per sottrarsi al pressing; i braccetti si alzano per dettare lo scarico e anche il centrale difensivo, come fa sempre Beukema nel Bologna che ha la più efficace uscita del campionato.

Questa Inter imbattuta in 21 partite su 34 ha solidità difensiva cara al Mago e allo Speciale, ma costruisce in ogni angolo di campo come piace a Guardiola. Inzaghi ha i piedi nella storia e la testa nel futuro. «Milano vicina all’Europa», come cantava Lucio Dalla. Ma Lautaro e l’ArnaTroccolo diventato Cigno non devono dimenticare una verità vecchia come il cucco: chi sbaglia troppi gol, alla fine piange sempre".