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Hely su Thuram: "Rideva prima della finale, poi fece gol: lui vive per i big match"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
venerdì 23 febbraio 2024, 19:22Esclusive
di Daniele Najjar
per Linterista.it

Hely su Thuram: "Rideva prima della finale, poi fece gol: lui vive per i big match"

Sospiro di sollievo per Inzaghi e per gli interisti: Marcus Thuram si fermerà, sì, ma non dovrebbe trattarsi di niente di così lungo ed il francese potrebbe saltare giusto le partite contro Lecce, Atalanta e forse Genoa. Insomma, la spalla ideale di Lautaro Martinez dirà presto nuovamente la sua, soprattutto nel match di ritorno di Champions League contro l'Atletico Madrid, la classica partita di cartello dove Tikus ha voglia di lasciare il segno.

In esclusiva per la redazione de L'Interista è intervenuto l'allenatore francese Eric Hely per parlare di lui. Hely ha lavorato a lungo nel settore giovanile del Sochaux, prima di passare al Lione ed è lì che ha visto Thuram muovere i passi decisivi prima di fare il salto in prima squadra.  

Ci parla di quel giovanissimo Thuram, che ha conosciuto lei?

"Marcus l'ho allenato quando aveva 17/18 anni. Ricordo un ragazzo dal grande potenziale e che aveva voglia di migliorarsi, che aveva fame. Ho fatto del mio meglio per provare a lasciargli qualcosa, per aiutarlo a raggiungere l'obiettivo che aveva fisso in mente".

Quale?

"Quello di essere un top".

Oggi lo è?

"In ogni partita con l'Inter sta dimostrando il suo valore, sta crescendo tanto e lascia intuire quali margini di crescita non tutti avevano riconosciuto in lui".

I gol, per esempio: sta segnando con regolarità, oltre a fornire assist ed un grande lavoro per la squadra.

"Sì, è così. Con noi giocava spesso largo ed il gol non arrivava sempre. E' una delle cose sulle quali ha lavorato di più, a quanto ricordo. Come sul colpo di testa, che una volta non era certo la sua arma migliore. Come dicevo, è arrivato a questo livello grazie al suo lavoro in questi anni ed alla sua grande mentalità".

In che modo ci è riuscito?

"Innanzitutto proprio per il fatto che si era prefissato di essere un grande giocatore. Ci è arrivato step by step. Un giovane come lui aveva solo bisogno di trovare i posti giusti dove giocare, avere spazio e fiducia".

Quale aspetto la colpiva di più di lui?

"Uno in particolare: la sua capacità di essere determinante nei big match".

L'ha mantenuta questa capacità: ce ne stiamo accorgendo anche in Italia...

"Coupe Gambardella Under 19: gol in semifinale e poi gol in finale. Magari dopo periodi senza reti. Lui è così".

Perché è così decisivo in quei momenti? Non è un caso.

"Non lo è, no. Penso che sia un fatto caratteriale: a lui piacciono quei momenti, quei big match, vive giocarli. La pressione non la soffre, ma si nutre di essa. Prima di quella finale mentre altri avevano tensione lui era contento e rilassato".

E magari rideva: anche allora aveva il sorriso sempre stampato in faccia?

"Sempre. Era un piacere andare ogni giorno ad allenarsi con lui anche per questo motivo. Un bravo ragazzo, sereno ma anche improntato a lavorare".

Ci capita spesso di sentir parlare del ruolo del padre Lilian, nella sua crescita: ha notato anche lei l'importanza dei suoi consigli per Marcus?

"Assolutamente, lo ha cresciuto per ottenere successi ed al contempo lo ha mantenuto sempre con i piedi per terra, insegnandogli ad aspettare il suo momento. Che è arrivato ora, all'Inter".