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Sulle orme di Inzaghi – Fase d’attacco: dalla profondità di Ciro alle spalle larghe di Romelu

autore
Andrea Zoccolan
per Linterista.it
giovedì 22 luglio 2021, 17:00Primo piano
autore Andrea Zoccolan
22.07.2021 17:00Primo piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

Se i punti in comune con l’Inter di Conte e la sua idea di gioco rimangono moltissimi, forse per quanto riguarda i movimenti dell’attacco, soprattutto a causa della diversità degli uomini a disposizione, il paragone con la Lazio di Simone Inzaghi regge poco. Sì, perché è evidente ad occhio nudo la differenza nell’approcciare l’azione d’attacco quando il pallone passa tra i piedi di Immobile o Lukaku, o quanto siano diversi i movimenti di Lautaro e Correa.

TOTEM Lukaku e Immobile sono stati anche, senza sminuire il loro valore assoluto, il prodotto degli allenatori che gli hanno seguiti negli ultimi due anni. Innegabile come l’Inzaghi biancoceleste abbia costruito una squadra anche e soprattutto in grado di rendere il gioco dell’attaccante napoletano il più efficace possibile, grazie alla continua ricerca della profondità, che ha portato il laziale a vincere la scarpa d’ora, non una cosa da poco nell’epoca di Messi e CR7. Discorso simile per Romelu, tra i principali (se non il principale) motore del gioco nerazzurro, soprattutto quando la partita si complica e la ricerca del suo appoggio diventa fondamentale per far salire la squadra e creare spazi.

FANTASIA Discorso ancora diverso per i due argentini, con Correa molto più seconda punta di Lautaro (i numeri sono lì a testimoniarlo) che all’occorrenza si sostituiva come prima punta al compagno belga, così come Correa amava ruotare intorno ad Immobile, dialogando il più possibile con il compagno di reparto sfruttandone gli spazi. Insomma, una differenza prettamente di caratteristiche tecniche e fisiche, che però costringeranno verosimilmente il neo allenatore nerazzurro a rivedere qualche suo dettame tattico, impresa non così impossibile quando si può contare su un duo di attaccanti come la LuLa.

per Linterista.it

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