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"Sopravvalutato", "dalla tecnica mediocre". Pio Esposito dà una lezione a chi non sa attendereTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Michele Maresca
per Linterista.it

"Sopravvalutato", "dalla tecnica mediocre". Pio Esposito dà una lezione a chi non sa attendere

La sfida tra Inter e Lecce sembrava avere tutti i contorni del match stregato, di quelli nei quali trovare la via del gol rappresenta un miraggio per la squadra più quotata presente in campo. Di grandi occasioni, a dire il vero, i nerazzurri non ne avevano prodotte molte, anzi. Rispetto a quanto generalmente mostrato in stagione, sia in casa sia in trasferta, i meneghini si erano trovati in difficoltà nel macinare gioco per arrivare con regolarità dalle parti del portiere avversario Falcone.

Quanto detto serve a descrivere l'andamento dei primi 77 minuti di gioco, perché il 78' ha rappresentato il momento spartiacque tra purgatorio e paradiso, amarezza ed entusiasmo, rimpianto e consapevolezza di non aver sprecato una grande occasione. Sì, perché il gol di Pio Esposito - pura espressione della fame e della determinazione che connotano la sua presenza sul prato verde - ha contribuito a ridefinire in maniera completamente diversa la fisionomia della gara, ma anche del campionato nella sua interezza. Il gol da bomber d'area di rigore, messo a segno dell'attaccante italiano, ha infatti consentito all'Inter di portarsi a +6 sul Milan (che deve ancora recuperare la trasferta di Como) e sul Napoli (che ha pareggiato contro il Parma).

Una rete che vale una partita, ma può dunque valere anche una stagione. Confezionata da un calciatore che, per motivi difficili da contemplare, è stato bersaglio di svariati attacchi nel corso di questa stagione. "Non sa stoppare il pallone", "non è in grado di fare passaggi precisi", "non segna più come faceva in Serie B": queste sono soltanto alcune delle espressioni riservate a un classe 2005 che sta svolgendo la sua prima annata nel massimo Campionato italiano. Un'annata nella quale sta crescendo partita dopo partita, mettendo la sua enorme generosità al servizio della squadra. E garantendo un'applicazione mentale di livello massimo per contribuire, attraverso l'impegno quotidiano, alla materializzazione della realtà auspicata dall'intero mondo nerazzurro: la piena affermazione di Pio in maglia Inter.

Le basi per sperare in un futuro roseo vi sono sempre state, date le qualità fisiche, mentali e anche tattiche mostrate nel corso di tali mesi dal calciatore campano. Ma, come spesso accade, una parte del mondo calcistico italiano non ha voluto attendere. Decidendo, piuttosto, di etichettare Esposito come un "giocatore sopravvalutato", un "calciatore dalla qualità mediocre" con una "personalità non all'altezza dei massimi livelli".

Nonostante il lavoro importante svolto, con continuità, da Esposito a favore dei compagni, taluni preferivano concentrare la propria attenzione soltanto sullo score del classe 2005 in questa prima parte di stagione. Dimenticando il contributo significativo da lui garantito alla propria squadra in termini di protezione del pallone, sponde e movimenti finalizzati a liberare i compagni. Il tutto anche in assenza di un minutaggio elevato e di una generale esperienza a tali livelli.

La cifra caratteristica della prima fase della sua esperienza nella Prima Squadra dell'Inter è stata data da un approccio proattivo, positivo e lungimirante: piuttosto che badare alle accuse ingiustificate, a lui rivolte, Esposito si è esclusivamente speso al servizio della squadra. Lavorando costantemente per il proprio miglioramento personale come base imprescindibile per lasciare alla squadra il segno che si è promesso.