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tmw / inter / Editoriale
Akanji traccia una linea dritta ma c'è lo scotto da pagareTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Marta Bonfiglio
per Linterista.it

Akanji traccia una linea dritta ma c'è lo scotto da pagare

La terza sconfitta consecutiva in Champions League complica in modo serio il percorso europeo dell'Inter. Il margine di errore, ora, è praticamente azzerato. Servirà vincere a Dortmund e sperare nei risultati provenienti dagli altri campi. In caso negativo, l'accesso diretto agli ottavi svanirebbe, costringendo i nerazzurri a passare dai playoff. Uno scenario che avrebbe conseguenze pesanti sul piano della gestione complessiva della stagione. Il rischio non è solo sportivo, ma anche strategico. Un eventuale febbraio ad altissima intensità, con una concentrazione di partite ravvicinate tra Champions, campionato e Coppa Italia, metterebbe ulteriormente sotto pressione una squadra già impegnata su più fronti. 

È qui che le parole del difensore Manuel Akanji pronunciate prima della sfida contro l'Arsenal acquistano un peso specifico particolare: "Vogliamo vincere lo scudetto. Poi in Champions l'obiettivo è finire tra le prime otto, vedremo il resto". Una dichiarazione che suona come una fotografia della gerarchia degli obiettivi, più che come una semplice frase di circostanza. Anche perché, a questo punto, rientrare tra le prime otto o passare dai playoff potrebbe rivelarsi una differenza meno sostanziale di quanto dica la classifica. 

Con un calendario già congestionato e una stagione lunga e logorante, ogni partita in più rischia di diventare un costo. La Champions resta una vetrina straordinaria, ma il campionato rappresenta il vero terreno su cui l'Inter sente di dover costruire il proprio successo. Non una rinuncia esplicita all'Europa, ma una gestione più prudente delle energie e delle ambizioni. Dal punto di vista tecnico, il quadro è altrettanto chiaro. L'Inter ha mostrato uno stile di gioco più "europeo", capace di produrre risultati utili in Serie A, ma che in Champions League, a parità di organizzazione, finisce per scontrarsi con la qualità individuale degli avversari. In questo contesto, le differenze emergono con maggiore evidenza e rendono ogni dettaglio decisivo.

Forse anche per questo, entrati nella parte più delicata della stagione, la scala delle priorità appare ormai definita. Il tricolore resta l'obiettivo principale, quello su cui concentrare la maggior parte delle risorse mentali e fisiche, senza però rinunciare all'dea di fare un percorso dignitoso e competitivo in Europa. Un equilibrio difficile, che richiede scelte e, talvolta, compromessi. Contro il Borussia Dortmund servirà comunque una risposta forte, non solo in termini di risultato, ma di atteggiamento. Perché al di là dei calcoli e delle strategie, l'Inter ha bisogno di dimostrare di essere ancora pienamente dentro la Champions, almeno nello spirito. Le parole di Akanji hanno chiarito la direzione. Ora tocca al campo dire se questa Inter saprà reggere il peso delle proprie scelte.