ESCLUSIVA - Osservatore internazionale Maraniello: "Jakirovic è uno dei difensori più interessanti della sua fascia in Europa. Iddrissou? Attaccante di gittata"
L'Inter è consapevole dell'importanza sempre più strategica del suo settore giovanile, come evidenziato dalla decisione di introdurre una squadra U23 a partire da questa stagione. In tale quadro si inserisce l'intenzione della dirigenza interista di portare a Milano il talento della Dinamo Zagabria Leon Jakirovic, difensore classe 2008. Delle caratteristiche del croato, così come di altri elementi che già compongono la cantera nerazzurra, la redazione de L'Interista ha parlato con Christian Maraniello, avvocato e osservatore internazionale con esperienza in club di serie A con specifica competenza nell’emerging talent. Maraniello ricopre incarichi di consulenza nel mercato calcistico e lavora come Coordinatore, osservatore e player analyst dell’Area Scouting per una Federazione Nazionale estera (U15 – U21).
1) L'Inter sta per chiudere l'accordo con la Dinamo Zagabria per l'ingaggio del classe 2008 Leon Jakirovic. Lei, che ha avuto modo di visionarlo in maniera dettagliata, come descriverebbe il difensore croato? Quali margini di crescita gli attribuirebbe?
"Jakirovic è un difensore centrale di piede sinistro alto 1.91 mt che è stato anche impiegato da terzino sinistro e terzo braccetto di una linea a 3.
La struttura fisica è equilibrata, armonica e proporzionata nella tonicità muscolare complessiva. Data la fascia di età ha margini di crescita e definizione a livello di massa muscolare (in particolar modo parte superiore), che gli consentirà di avere maggior impatto e tenuta nei duelli 1vs1. A livello atletico è di discreto livello: ha passo medio e di apprezzabile frequenza che gli consente di essere reattivo nei primi metri acquisendo poi velocità con progressione sul lungo.
Tatticamente emerge per l’abilità nel gioco aereo, per il senso di posizionamento e letture anticipatorie, nonché per l’attitudine alla costruzione.
Nei momenti difensivi è portato per l’ingaggio del duello diretto bilanciando la ricerca dell’anticipo frontale al temporeggiamento. Talvolta ruvido nel contrasto ma solo se necessario, quando riconquista palla è portato a condurla in avanti arrivando poi in zona di rifinitura e in area. Prezioso nel gioco aereo, diventa una minaccia sulle palle inattive a favore grazie al tempismo di stacco.
Nella fase di possesso dimostra sicurezza nella gestione della palla sotto pressione e accuratezza nella prima uscita dal basso. Esibisce un ampio ventaglio di soluzioni tecniche necessarie per superare linee di pressing (ricorre spesso al cambio gioco incrociato o ai passaggi chiave radenti).
A livello mentale appare affidabile, competitivo e concentrato, l’attitudine è valida ma ovviamente, data la fascia di età, deve acquisire concetti e incrementare anche il livello di aggressività e agonistico.
A mio parere, avendolo peraltro anche consigliato con una certa insistenza due anni fa al club per cui lavoravo (insieme a Tylel Tati del Nantes, Honest Ahanor all'epoca al Genoa, Ruud Nijstad del Twente e Dahrel Tchitchi dell'Heidenheim), è uno dei difensori più interessanti della sua fascia di età in Europa. In primo luogo perché è un piede sinistro e sappiamo quanto oggi siano ricercati nel mercato di elite, ma poi perché interpreta il ruolo in chiave moderna lavorando sia con principi difensivi a uomo che da reparto. Senza contare la duttilità, potendo agire in tutte le funzioni difensive e in vari sistemi tattici".
2) Il piano dell'Inter sembra essere quello di affidare Jakirovic al lavoro certosino di Stefano Vecchi, tecnico dell'Inter U23. Vede come giusta la scelta di integrare, sin da sùbito, il promettente giocatore di Požega in quel contesto?
"Ovviamente non posso dire se sia giusta o meno la scelta di un club. Da osservatore esterno posso dire che auspicavo l’arrivo del ragazzo in Italia, pertanto c’è la curiosità di vederlo in un contesto di più alto livello anche per capire come assorbirà il salto in una dimensione calcistica più fisica e intensa rispetto al campionato croato (peraltro il ragazzo vanta poco minutaggio in prima squadra, quindi, come già anticipato, deve ancora delinearsi nella dimensionalità e nell’acquisire concetti)".
3) Tra i tanti giocatori da Lei visionati figurano anche alcuni tesserati dell'Inter. Un esempio, in questo senso, è dato da Jamal Iddrissou, uno degli attaccanti più interessanti della cantera nerazzurra. Quali sono gli aspetti in cui spicca e in cosa, invece, deve ancora migliorare?
"Lavoro come scout internazionale e quindi monitoro tutti i campionati e i tornei compresi quelli italiani. Nel caso di Iddrissou lo avevo visionato già nel corso del 2018 a un torneo estivo e l’ho sempre considerato un attaccante da gittata.
Come profilazione tattica va quindi delineato come attaccante prima punta di movimento che spicca per la tensione verticale del suo stile di gioco. Si muove stressando ripetutamente l’ultima linea difensiva avversaria, spesso anche aprendosi e uscendo dal cono visivo dei difensori per poi aggredire l’area. Tecnicamente non emerge per qualità sofisticata ma più per funzionalità nelle giocate in scarico/appoggio finalizzate a trovare lo spazio da attaccare. Ovviamente spicca per le doti finalizzative sia come centravanti da profondità che d’area (segna anche di testa e su tagli).
Secondo me deve perfezionare il piede debole (sinistro), la qualità dei movimenti nebulosi di inganno o contro-movimenti, oltre – come detto – la tecnica offensiva nel gioco fuori area, cercando di variare stile di gioco e l’esecutività tecnica per poter associarsi con maggiore continuità e funzionalità soprattutto nelle rifiniture".
4) Un altro calciatore delle giovanili nerazzurre, da Lei visionato, risponde al nome di Amadou Konteh. Il classe 2009, impiegato nell'Inter U18 e convocato anche dalla Spagna U17, è un altro prospetto da seguire con attenzione in vista del futuro. Come inquadrerebbe il suo profilo tecnico‑tattico?
"Amadou Konteh non lo conoscevo prima di quest’anno. L’ho visto live con la nazionale spagnola U17 nella doppia amichevole contro la Repubblica Ceca a novembre e poi in una partita in campionato U18 dandomi immediatamente input positivi per prestanza, cilindrata e capacità di dribbling.
Con l’Inter lavora da ala sinistra a piede invertito di un 1-4-3-3 ma con ampia libertà di movimento (tra le linee dentro il campo), mentre con la Spagna agisce da centrocampista esterno destro o sinistro di un 1-4-4-2.
Alto circa 1.85 mt con cambio passo deflagrante e accelerazione che reitera, lavora sull’esuberanza atletica e l’abilità nell’1vs1 che ricerca con costanza (di spunto e destrezza).
Offre ampiezza nella costruzione ragionata e profondità offensiva quando si tratta di attaccare l’ultima linea. E’ anche abile a lavorare dentro dando imprevedibilità e liberando spazi in corsia per gli inserimenti.
Quando riceve aperto diventa difficile da arginare. Sgasa creando superiorità e se prende il fondo mette cross insidiosi, mentre se converge può associarsi con scambi rapidi, aprire il gioco sul lato debole o imbucare. Tecnicamente è particolarmente valido nel primo controllo orientato propedeutico al dribbling, fluido nel dominio in conduzione e con buone proprietà balistiche a ridosso dell’area.
In conclusione, è un esterno offensivo potente, istintivo e certamente interessante anche per come sa variare stile di gioco dentro la gara, sebbene tenda alle volte a eccedere in ghirigori non sempre produttivi per il collettivo.
Resta il fatto che è un giocatore con ampi margini sia di sviluppo fisico-atletico che miglioramento tattico".
Si ringrazia Christian Maraniello per la disponibilità.






