Come Chivu ha rivoluzionato la difesa: la scelta coraggiosa alla base di un primato
L'Inter di Cristian Chivu spicca, nel Campionato italiano, in una serie (infinita) di statistiche che testimoniano l'andamento sin qui straordinario della stagione dei nerazzurri in Serie A. Non solo in attacco, con i 57 gol fatti finora, ma anche in difesa, con il dato dei clean sheets a testimoniare un'inversione di tendenza che dimostra la bontà del lavoro svolto dal tecnico Cristian Chivu e dal suo staff tecnico. Yann Sommer si posiziona, infatti, al primo posto per numero di gare concluse a reti inviolate (12, con 18 gol subìti in 22 gare).
All'origine del cambiamento
Per comprendere il modo in cui si è arrivati a tale realtà occorre partire dalle difficoltà dell'Inter, in fase difensiva, sperimentate a inizio stagione. Dopo le prime tre giornate di Serie A, infatti, i nerazzurri si trovavano a quota 3 punti in classifica con 6 reti subìte (frutto dell'1-2 casalingo contro l'Udinese e del rocambolesco 4-3 con cui la Juventus aveva vinto il primo derby d'Italia stagionale allo scadere). Nonostante si trattasse solo delle primissime fasi del Campionato, le voci critiche nei confronti di mister Chivu, relative alle disattenzioni difensive mostrate con troppa frequenza dalla sua squadra, erano molteplici. Nodo delle polemiche era la scelta di un libero puro, come Francesco Acerbi, al centro di una difesa impostata in modo da difendere tanti di metri di campo alle spalle. Consapevole dell'esigenza di alterare gli equilibri per riportare la fase difensiva della sua squadra sui giusti binari, Chivu ha dato prova di una delle sue principali doti: il coraggio nelle decisioni.
Le scelte concrete
Dal punto di vista sostanziale, il cambiamento è stato fondato sulla progressiva sostituzione di Acerbi con una figura - già presente "in casa" - in grado di interpretare in maniera più efficace i compiti richiesti da Chivu. La scelta è ricaduta prima su Yann Bisseck, che ha dimostrato la sua duttilità ben disimpegnandosi contro avversarie ostiche come Lazio e Verona, per poi virare - questa volta in maniera definitiva - su Manuel Akanji, divenuto con il tempo il vero guardiano della difesa nerazzurra. Un risultato, quest'ultimo, frutto delle capacità tecniche, fisiche e tattiche dello svizzero, ma anche dell'intuzione di Chivu. Un allenatore che interpreta la realtà con un approccio propositivo e proattivo.






