Inter tra gioie e pessimi arbitraggi
Il giorno dopo il successo in rimonta in casa del Como e il pareggio del Napoli a Parma, i tifosi si sono giustamente lasciati andare ad uno sfrenato ottimismo sulle sorti della stagione. Essere nove punti sopra ai rivali, a sole sei giornate dal termine, è un vantaggio colossale e i pensieri vanno ad una festa che suonerebbe come una liberazione, dopo il drammatico epilogo della scorsa stagione e la brutta Champions di quest’anno.
L’ambiente nerazzurro però, nonostante un successo che ad un certo punto sembrava del tutto imprevedibile, è concentrato soprattutto sui disastri arbitrali che anche questa settimana hanno creato un danno alla squadra e stavano per riaprire una partita ormai vinta.
Il primo corto circuito è passato dai tre secondi intercorsi prima del fischio arbitrale, il secondo, molto più sconcertante, quando il var è intervenuto non per contestare la decisione arbitrale ma ridefinire la parte geografica del presunto fallo, senza curarsi del fatto che non c'era stato alcun intervento ai danni di Nico Paz, a terra con l'occhio aperto a guardare come si metteva la situazione.
Il terzo e ultimo danno viene da Massa, quando viene richiamato e non va al monitor perché già convinto che si tratti di fallo da parte di Bonny e nessuno osa obiettare.
Al danno si unisce anche la beffa, perché l'attaccante interista è stato ammonito e il regolamento ottuso non prevede di rimuovere la sanzione, nonostante l'evidenza di un fallo non commesso.
Una somma di errori tanto grottesca da apparire dilettantesca, anche se i tifosi dell'Inter sono più disposti a credere nel disegno per fermare la capolista.
Tuttavia, se per lo stesso motivo erano tragicomici i complottisti che si affrettavano a parlare di Marotta League con argomentazioni stravaganti e/o deliranti, per la stessa ragione non è lecito pensare che ci sia un disegno per fermare l'Inter.
Si finisce col dimenticare la prestazione pirotecnica di una squadra in testa alla classifica, con un rendimento formidabile.
Abituati come siamo a vedere l'Inter ogni settimana siamo in grado di vedere cose più dettagliatamente.
Se il secondo tempo è stato più che convincente, la prima frazione della squadra di Chivu resta comunque negativa, sia per la passività che per i due gol presi, oltre ad un problema tattico coretto nel secondo tempo, quando Chivu ha cambiato facendo scelte coraggiose.
Dopo il gol del pareggio l’Inter ha rischiato di tornare sotto, con il colpo di testa di Ramon a due passi dalla porta, fortunatamente mettendo centralmente un pallone intercettato da Sommer. Il danno arbitrale commesso da Massa e Var stava per portare al conseguente gol del pari, sempre con Ramon che ha colpito la traversa.
Perciò Inter sontuosa ma in sede di analisi è bene comprendere cosa non funzioni in alcuni passaggi delle partite se si intende restare ai vertici.
Emerge anche che da novembre la squadra ha stati di forma dissonanti. Per mesi non si è visto il vero Thuram e ora è un trascinatore, Barella era un problema che sembrava legato ad una stanchezza mentale e fisica e invece ora corre lucidamente ed è tornato preziosissimo.
Dumfries mancava come l’aria e ora la sua presenza si sente, l’assenza di Calhanoglu, il cui peso a centrocampo è fondamentale, aveva evidenziato il ruolo di Zielinski, il quale ora sembra più affaticato.
Lo stesso vale per Dimarco, Pio Esposito e Bastoni, che non riesce ancora a rientrare in forma, vive male la sua “mostrificazione” che prosegue come una moda ottusa negli stadi italiani ed è al corrente di essere in cima ai desideri del Barcellona.
L’assenza di Lautaro oggi può essere assorbita meglio, rimuovendo l’assillo del secondo rientro che ora può avvenire nei tempi corretti, senza forzare.
Venerdì tocca al Cagliari e la sensazione è che Chivu possa fare delle scelte diverse rispetto all’undici considerato titolare






