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Inter 2026-2027, un comandamento: abbracciare la modernità senza snaturarsiTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Michele Maresca
per Linterista.it

Inter 2026-2027, un comandamento: abbracciare la modernità senza snaturarsi

L'Inter cambierà volto, a seguito degli interventi in entrata e in uscita da compiere nel calciomercato estivo, in quasi ogni reparto del campo. Solo l'attacco, infatti, potrebbe risultare esente da cambiamenti, eccettuato il caso in cui arrivi un'offerta irrinunciabile per Marcus Thuram, magari a seguito di prestazioni convincenti offerte nella vetrina dei Mondiali del 2026.

Pepo o Vicario: il grande dilemma in porta

Cominciamo dal settore del campo che vedrà, senza dubbio alcuno, un cambiamento nel nome di colui che sarà chiamato a difendere i pali della porta nerazzurra. Yann Sommer, che non sarà più il primo portiere dell'Inter, potrebbe restare soltanto per assolvere al ruolo di secondo. Raffaele Di Gennaro potrebbe restare come terzo, mentre il nodo principale concerne il futuro di Josep Martinez, impiegato in maniera limitata ma dimostratosi sempre all'altezza quando chiamato ad esercitare il suo compito sul rettangolo di gioco. Il ritorno delle semifinali di Coppa Italia, contro il Como, lo ha certificato con evidenza: Pepo può essere determinante, per le sorti della sua squadra, grazie a degli ottimi riflessi e alla spiccata dote di coraggio che anima la sua presenza in campo. A delimitare il perimetro delle possibili opzioni, per quanto concerne il futuro del portiere valenciano, è il dossier relativo all'estremo difensore del Tottenham Guglielmo Vicario. Laddove, infatti, il club nerazzurro dovesse trovare un accordo con gli Spurs per il ritorno del friulano in Italia, ciò aprirebbe inevitabilmente le porte all'addio di Martinez. Non senza rimpianti, specialmente per quella parte del tifo interista che accoglierebbe con la massima soddisfazione l'idea di un suo passaggio dal ruolo di "dodicesimo" a quello di saracinesca titolare.

Bastoni, cessione difficile. Poi un mix auspicato

Una parte significativa dei movimenti in entrata dell'Inter, per quanto concerne la difesa, dipenderà da quello che sarà il futuro di Alessandro Bastoni. Il difensore nerazzurro è da tempo corteggiato dal Barcellona, che lo ha individuato come l'opzione ideale per arricchire il reparto difensivo di Hansi Flick di caratteristiche compatibili con l'idea di calcio che il tecnico tedesco intende praticare nel concreto. Ma le difficoltà economiche dei blaugrana, che non appaiono in grado di offrire una cifra almeno pari a 60 milioni di euro - come, invece, richiesto dall'Inter - rendono arduo il cammino verso il possibile passaggio dell'italiano in Catalogna. Dalla mancata partenza di Bastoni discenderebbero una serie di conseguenze, di cui possono esserne sottolineate due in particolare: il mancato passaggio a una difesa a 4, data la permanenza del giocatore ideale per conservare un assetto che preveda 3 difensori; il mancato arrivo di un ulteriore difensore. Resterebbe da individuare il nuovo centrale di difesa, il cui profilo dovrebbe corrispondere a quello di un calciatore esperto, dal respiro internazionale e con tanti anni di carriera ancora davanti a sé.

Un centrocampo rinnovato nel segno di muscolarità e fantasia

Ben più articolati appaiono i piani dell'Inter sul fronte legato al reparto dei centrocampisti. L'idea è chiara, aggiungere due caratteristiche ben determinate, prevalentemente assenti nella zona mediana del campo: muscolarità e fantasia. La prima dote è ben evidente nel caso di Manu Koné, centrocampista della Roma, su cui l'Inter continua a tenere alto il livello dell'attenzione in vista di un possibile affondo nella finestra estiva di mercato. La seconda, invece, vede in calciatori come Nico Paz e Bernardo Silva due interpreti eccellenti del "calcio-spettacolo" di cui il club nerazzurro è privo dai tempi di Rafinha, trequartista che svoltò la stagione dell'Inter di Luciano Spalletti nel 2017-2018. 

Inserire nel meccanismo nerazzurro delle figure come Koné e Paz o Silva avrebbe un valore strategico nell'ottica di alimentare la competitività dell'Inter in vista della prossima stagione. Non solo in Italia, ma anche in Europa: perché, per adeguarsi a ciò che viene richiesto dal calcio odierno, occorre infatti abbracciare le logiche della modernità. Il club nerazzurro ne ha acquisito la piena consapevolezza, ragion per cui non ha alcun attenzione di lasciarsi scappare l'occasione di essere pienamente in grado di incidere nel futuro. Ciò, però, nel pieno ancoraggio ai pilastri su cui si sono fondati i successi delle ultimi stagioni: perché il cambiamento non coincida con il verbo "stravolgere", ma con quello "rinnovare".