Pepo Martinez e la prestazione contro lo Shakhtar: nessuno sia stupito. Ecco cosa è emerso
Michele Maresca
Nella vittoria dell'Inter contro lo Shakhtar vi è stato il contributo, significativo, anche del portiere nerazzurro Josep Martinez, autore di una prestazione di segno diverso rispetto a quelle effettuate contro Real Madrid e Brugge.
Due sono gli elementi che meritano di essere maggiormente considerati, nel contesto della sua gara: le parate decisive, registrate nel primo e nel secondo tempo per precludere agli avversari ora il vantaggio ora il pareggio; l'assenza di momenti di amnesia o di giocate difensive caratterizzate da una negligenza o imprudenza di fondo. Su queste basi, la sua prestazione contro la squadra ucraina è stata più che positiva, risultando determinante per orientare le sorti della gara a favore della sua compagine.
Perché la prestazione di Pepo non deve stupire
Pepo ha abituato i suoi tifosi a vivere un'altalena di emozioni assistendo alle sue prestazioni sul rettangolo di gioco. Da picchi altissimi a errori banali e imprevedibili: in questo dualismo si condensa, con regolarità, l'andamento di una stagione o di una specifica gara disputata dal portiere valenciano. Ecco perché la discontinuità tra l'uscita a vuoto contro il Brugge - costata il 2-1 dei belgi siglato da Nicolò Tresoldi - e la sequenza di parate decisive contro la formazione di Donetsk non deve stupire, rappresentando invece la normalità della sua presenza sul prato verde.


