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Di Livio: "Cambiaso il Soldatino di Spalletti. Buffon sia vigile e silenzioso"TUTTO mercato WEB
venerdì 14 giugno 2024, 08:00Euro 2024
di Raimondo De Magistris
fonte Dal nostro inviato a Iserlohn, Germania

Di Livio: "Cambiaso il Soldatino di Spalletti. Buffon sia vigile e silenzioso"

Angelo Di Livio, 40 presenze con la maglia dell'Italia, ha preso parte a due Europei e ad altrettanti Mondiali
Angelo Di Livio, chi è il Soldatino di questa Nazionale?
"Andrea Cambiaso. È dinamico, generoso e qualitativo. E' un giocatore che può fare tutto, molto duttile e disciplinato".

Qual è il tuo giudizio su questa Italia?
"E' un gruppo che mi incuriosisce. Ci sono tanti giovani bravi, ma mancherà un po' di esperienza. È importante che capiscano fin da subito che chi porta questa maglia deve andare oltre. Concederemo qualche errore figlio della gioventù, è inevitabile, ma dovranno superarsi. E' un esame fondamentale. Questo blocco Nazionale tra un paio d'anni diventerà forte, c'è tanta qualità e ci sono tanti ragazzi bravi. Calafiori, Scamacca, Frattesi, Bellanova, giusto per citarne alcuni, arriveranno a giocare ad alti livelli".

Ora però c'è il rischio di pagare l'inesperienza
"E su questo dovranno essere bravi Jorginho e Barella, così come Pellegrini e Donnarumma, capitano giovane ma ormai un veterano. Chiesa pure dovrà essere bravo a dare forza al gruppo coi suoi strappi. Queste partite sono diverse, soprattutto l'esordio di domani sarà pesante per tutti. Per la pressione le gambe non girano e tu sei costretto a vincerla per partire bene. Faccio un grosso in bocca al lupo a tutti".

Buffon ha parlato di 5-6 giocatori nel gotha del calcio Mondiale in questo gruppo. Chi sono?
"Sicuramente Barella, ma anche Jorginho, Pellegrini e Chiesa che non sono più giovanissimi ed entrano in quella fascia di età in cui devono comportarsi da leader".

E poi c'è Buffon, per la prima volta sotto altre vesti
"Gigi Buffon deve essere quello che sta lì vigile, pronto a dare dei consigli. Da noi c'era Gigi Riva, non lo vedevi mai ma quando c'era una sconfitta ti dava una pacca sulla spalla e ti incoraggiava ad andare avanti".


Ancora incerta la presenza di Barella. Quanto sposta gli equilibri?
"E' uno dei giocatori più forti in Europa, per personalità e dinamismo. Se sta bene e se la sente deve partire dall'inizio, altrimenti è meglio tenerlo per la seconda. Non bisogna rischiarlo se non è al 100%".

Due Europei e due Mondiali, che consiglio ti senti di dare a chi magari fa il suo esordio ad alti livelli in questo Europeo?
"Difficile dirlo... Vedo che i giocatori già si stanno accorgendo del tipo di ambiente che c'è attorno a questa manifestazione. Per me la Nazionale va difesa con tutte le forze, con le unghie. Poi si può anche perdere, ma devono dare il massimo e far capire a tutti che stanno diventando giocatori importanti. Perché il nostro campionato può darti un'idea sul tuo livello ma è qui - in queste competizioni - che capisci davvero che tipo di calciatore sei".

Dove può arrivare l'Italia?
"L'unica cosa a cui deve pensare è a superare il girone, perché è tosto e duro. Se passi il girone poi può uscire fuori qualcosa di meraviglioso. Nel 2000 partimmo un po' in sordina e poi ci ritrovammo a 54 secondi dalla vittoria: peccato per quel Golden Goal, rovinò tutto".

Spalletti chi ti ricorda?
"Credo di non averlo mai avuto un allenatore così, anche se il suo modo di fare - la sua meticolosità - ricorda un po' quella di Marcello Lippi. Due allenatori molto attenti, precisi".