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Bologna irriconoscibile: palle inattive e difesa a pezzi, mai così male nell’era ItalianoTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
ieri alle 07:15Serie A
di Leonardo Nevischi

Bologna irriconoscibile: palle inattive e difesa a pezzi, mai così male nell’era Italiano

Crollo verticale, senza appigli né attenuanti. A San Siro il Bologna perde 3-1 contro l’Inter capolista (a segno Zielinski, Lautaro Martínez, Thuram e Castro), ma il punteggio racconta solo in parte una serata a senso unico, che sarebbe potuta diventare umiliante senza le parate strepitose di Federico Ravaglia, unico vero argine al dilagare nerazzurro. È stato il peggior Bologna della stagione, probabilmente il più brutto dell’intera gestione Italiano: una squadra scollata, stanca, fuori condizione, incapace di reggere ritmo, intensità e qualità dell’avversario. Perdere a San Siro ci può stare. Farlo così, meno. Il Bologna è stato totalmente surclassato dall’Inter, mai realmente in partita, sempre in ritardo sulle seconde palle, poco feroce nell’aggressione, fragile dietro come uno scolapasta e impalpabile davanti. La sensazione, minuto dopo minuto, è stata quella di una squadra che subiva l’evento, senza forza né lucidità per reagire. L’Inter ha fatto ciò che ha voluto, con una facilità disarmante: superiorità tecnica, fisica e mentale. Il Bologna, al contrario, ha mostrato tutti insieme i suoi limiti peggiori: linee sfilacciate, reparto difensivo in affanno costante, centrocampo in apnea e un attacco che vive di fiammate isolate, come il gol di Castro, più episodio che svolta. Senza Ravaglia il passivo sarebbe stato ben più pesante, e questo è forse il dato più allarmante della serata. La sconfitta di Milano certifica un’involuzione evidente, che va avanti ormai da settimane. Il Bologna non vince in Serie A dal 22 novembre a Udine, e il trend negativo non è più casuale. La squadra appare scarica, fisicamente e mentalmente, come se il serbatoio si fosse improvvisamente svuotato dopo un avvio di campionato che aveva illuso tutti. C’è però un dato, più degli altri, che suona come un campanello d’allarme assordante: la fragilità sulle palle inattive. Nelle ultime tre partite di campionato, il Bologna ha subito 4 gol (sui 5 totali incassati) da fermo: Cabal contro la Juventus, Muharemovic contro il Sassuolo, Lautaro Martínez e Thuram contro l’Inter. Una statistica inquietante se si guarda al recente passato: nelle precedenti 14 gare di campionato, i rossoblù avevano incassato una sola rete su palla inattiva, quella di Camarda al 93’ nel 2-2 di Lecce, su calcio d’angolo battuto da Berisha. Da punto di forza a vulnerabilità cronica nel giro di poche settimane: segno di cali di concentrazione, stanchezza, ma anche di una solidità collettiva che sembra essersi dissolta. Il quadro generale non migliora allargando lo sguardo ai numeri complessivi: nelle prime 12 giornate il Bologna aveva subito appena 8 gol, mentre dalla 13ª alla 17ª (ricordiamo che i rossoblù hanno una gara da recuperare con l’Hellas Verona, ndr) ne ha già incassati 9. Un’inversione di tendenza netta, che racconta di una squadra meno compatta, meno aggressiva e decisamente più vulnerabile. Il Bologna di San Siro non è stato solo sconfitto: è stato ridimensionato, messo a nudo in tutte le sue fragilità. La sensazione è che serva una scossa immediata, perché il margine di credito costruito a inizio stagione si sta rapidamente assottigliando. L’Inter ieri è stata di un altro pianeta, ma il problema, oggi, è che il Bologna sembra aver smarrito il suo. E nei prossimi 6 giorni arriveranno Atalanta e Como…