Caso Audero, l'avv. Afeltra: "Possibile gara a porte chiuse per l'Inter. No penalizzazione"
Ansia e preoccupazione ieri allo stadio Zini. Dalla curva ospiti, che pullulava di tifosi dell'Inter, è stato lanciato direttamente sul terreno di gioco un petardo in prossimità di Emil Audero. Il portiere della Cremonese, denotato l'ordigno, è caduto a terra stordito dal colpo e subito i protagonisti in campo e l'arbitro hanno fermato il gioco per soccorrere il giocatore.
Momenti di tensione, Lautaro e Cristian Chivu da leader sono andati a confrontarti con gli ultras nerazzurri per fare luce sull'accaduto e ottenere spiegazioni. Alla fine Audero si è ripreso, senza riportare alcun danno ma prendendo solo un grosso spavento per l'accaduto. Decidendo poi di proseguire nel match (perso 0-2 contro l'Inter). "Il petardo non ha colpito l'atleta, anche se ha creato un immediato danno. Il fatto che l'atleta sia riuscito a proseguire e a concludere la partita esclude l'applicazione della sanzione massima", ha dichiarato Roberto Afeltra, avvocato ed esperto di diritto sportivo intervenuto a Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1.
"Bisognerà vedere quale sarà la sanzione tra la multa, la chiusura di un settore, disputare a porte chiuse una o più gare o chiudere più parti dello stadio", ha aggiunto. Scartando l'ipotesi penalizzazione per l'Inter in classifica: 'No, non è prevista. Non sono abituato a fare previsioni ma la sanzione che potrà ricevere la società può andare dalla chiusura di un settore dello stadio per un determinato periodo oppure giocare una gara a porte chiuse. Oltre questo non si dovrebbe andare". Esclusa dall'esperto anche la possibilità di subire una sconfitta a tavolino: "Se il portiere avesse dovuto abbandonare il campo parzialmente o definitivamente, ci poteva essere il rischio di applicazione della perdita della gara".
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