Frick si racconta: "Scommettevo tanto, ero pieno di debiti. Jashari e Stankovic? Due fenomeni"
In una lunghissima intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, Mario Frick ha raccontato quali erano i suoi problemi ai tempi in cui giocava a calcio: "Scommettevo. E tanto. Fuori controllo. Ero pieno di debiti, non riuscivo a smettere, avevo la frenesia di dover giocare, giocare, giocare…". Questo però non ha influenzato il suo rendimento sul terreno di gioco, dove era lucido. Tutto è nato insieme ai suoi amici, con cui pensava di essere infallibile prima di perdere tutto: "Un incubo, una brutta dipendenza, ma alla fine ne sono uscito".
Frick ha poi raccontato anche che gli piacerebbe molto allenare in Italia perché nel nostro Paese è stato da Dio. Poi svela un retroscena, che in realtà era già uscito in estate: "Ho parlato con il Pisa, ma hanno scelto Gilardino. Destino… Adesso penso al Lucerna, dove ho allenato due fenomeni come Jashari e Stankovic. Vedrete…".
Infine l'aneddoto sulla maglietta che mostrò dopo un gol, sulla quale c'era scritto: "La vie c'est fantastique quando segna Mario Frick". Tutti se la ricordano ancora, anche se poi quell'anno lì il Siena retrocesse: "Me la regalò un tifoso, ma c'erano problemi finanziari, nel girone di ritorno non prendemmo una lira. Avevamo Mutu, Camoranesi, Oddo, Italiano, Gilardino… Come si fa a retrocedere con una squadra così?".
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