Inter, notte fonda in Norvegia: il Bodo passa 3-1 e Chivu perde Lautaro
I fulmini di Norvegia hanno bruciato anche l’Inter, punita nell’andata dei playoff di Champions League da un pizzico di malasorte e da troppa superficialità nei momenti salienti della gara. I nerazzurri si sciolgono tra i ghiacci e cadono 3-1 in una serata cominciata bene e finita peggio, bruciati nel ritmo dalle accelerazioni del Bodo Glimt e scottati anche dall’infortunio di Lautaro Martinez, uscito dopo un quarto d’ora nella ripresa per un infortunio muscolare da valutare. Oltre al danno la beffa, visto che anche Calhanoglu è out e a Lecce mancherà per squalifica Barella, tra i più negativi nella notte norvegese. La notizia migliore della serata arriva invece da Milano, perché il Milan pareggia contro il Como e il vantaggio sui rossoneri aumenta a sette punti, a tredici giornate dalla fine. La lotta scudetto però passa in secondo piano, perché tra meno di una settimana per accedere agli ottavi servirà, come spesso dice Chivu, “la miglior versione di se stessi”. La squadra di Knutsen ha dimostrato ancora una volta di essere una delle squadre più temibili d’Europa e anche in trasferta venderà cara la pelle, dopo aver già ottenuto lo scalpo prestigioso dell’Atletico Madrid. A Bodo invece ha aperto le marcature Fet, in una delle tante percussioni centrali che hanno messo in imbarazzo la difesa nerazzurra, troppo spesso scricchiolante e non protetta dal centrocampo. Il pareggio di Pio Esposito - al secondo sigillo pesante consecutivo dopo la Juventus - non ha raddrizzato la barca, piena d’acqua dopo il palo colto da Lautaro in avvio di ripresa. Dopo l’infortunio del Toro si è scatenata la tempesta perfetta: in tre minuti prima Hauge e poi Hoegh hanno messo i ginocchio i nerazzurri, incapaci di reagire all’uno due letale. Sabato in campionato c’è la trasferta di Lecce, una squadra in piena lotta salvezza che all’andata a San Siro ha venduto cara la pelle. Una trasferta dietro l’altra, nella fase più complicata del campionato.
Primo tempo in equilibrio - Chivu deve fare i conti con infortuni e squalifiche e schiera Barella in regia e Darmian a destra, al rientro tra i titolari dopo mesi di assenza. Zielsinki parte dalla panchina insieme a Dimarco, davanti c’è la coppia Lautaro-Pio Esposito. È proprio l’argentino in avvio a pizzicare la difesa norvegese con il sinistro respinto da Gundersen, mentre Mkhitaryan calcia alto dal limite dell’area. Il Bodo allora aumenta il voltaggio offensivo, pur senza impensierire Sommer. Al 20’ però i norvegesi danno una scossa alla partita: combinazione velocissima sula trequarti, finezza di Hoegh per l’inserimento di Fet e destro letale alle spalle del portiere svizzero. L’Inter accusa il colpo ma si libera dalle corde: Darmian mette paura ai padroni di casa colpendo il palo e Barella calcia centrale su grande intuizione di Lautaro. Sono i segnali del pareggio che arriva al 30’: cross dalla destra e nella tonnara in area di rigore sbuca Pio Esposito, titano d’area di rigore al suo secondo gol consecutivo dopo il sigillo nel derby d’Italia.
Crollo nerazzurro - Il muro norvegese regge l’urto anche se trema in avvio di ripresa, quando i nerazzurri trovano il secondo palo di serata con una conclusione rocambolesca di Lautaro Martinez. Dopo un’altra occasione di Carlos Augusto il Bodo si butta ancora in avanti conquistando due angoli consecutivi per mettere all’angolo i nerazzurri. La partita sembra addormentarsi ma cambia in un minuto al 15’: Thuram entra per Lautaro Martinez - uscito per un fastidio al polpaccio - e Hauge, su una palla persa dall’ Inter fulmina castiga Sommer sotto la traversa per il vantaggio norvegese. La partita si infiamma e l’Inter si scioglie, perché due minuti dopo Blomberg serve un cioccolatino a Hoegh che deve solo depositare in rete il colpo del 3-1. Altra sfondamento centrale e difesa nerazzurra pietrificata. È la botta che mette ancor più in ghiaccio la gara. L’Inter non riesce a pungere e il Bodo sfiora anche il quarto gol, che sarebbe stata una sentenza di condanna per la qualificazione.
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