Dal letame alle regole di D'Aversa, nasce il nuovo Torino
La prima giornata granata di Roberto D’Aversa si è consumata al Filadelfia, destinato a diventare il suo quartier generale. Poche regole, ma chiare: colazione insieme al mattino e pranzo di gruppo dopo ogni seduta. Un modo per compattare l’ambiente e valutare da vicino una squadra chiamata a reagire subito. Il tecnico ha dato appuntamento ai giocatori a pranzo, alla presenza del ds Petrachi, del presidente Cairo e dello staff, prima di dirigere nel pomeriggio il primo allenamento.
È stato un approccio diretto con un gruppo in gran parte da scoprire, eccezion fatta per chi - da Ismajli ad Anjorin e Marianucci - ha già lavorato con lui. D’Aversa ha chiesto impegno, professionalità e senso di responsabilità, basi per costruire un rapporto fondato sulla fiducia. Niente ritiro, scelta diversa rispetto al passato recente: dopo la sconfitta di Como la squadra era stata isolata per ricompattarsi, ma stavolta l’allenatore ha preferito evitare ulteriori scossoni in una fase già delicata. Come riportato da Tuttosport, l’obiettivo è favorire un passaggio di consegne il più possibile lineare, pur mantenendo standard elevati.
Intanto il clima attorno al Torino resta teso. Nella notte è comparso uno striscione offensivo al Filadelfia, accompagnato da letame davanti all’ingresso del centro sportivo. La contestazione prosegue: dopo le gare senza Curva contro Lecce e Bologna, lo stesso scenario si ripeterà con la Lazio, tra stadio semi-deserto e iniziative alternative dei tifosi. D’Aversa sa che, oltre ai punti, dovrà riconquistare una piazza delusa e preoccupata per la classifica.
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