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Rivali sempre, amanti mai. San Siro illumina Inter-Juve, notte per cuori fortiTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 07:00Serie A
di Bruno Cadelli

Rivali sempre, amanti mai. San Siro illumina Inter-Juve, notte per cuori forti

Quella di San Valentino tra Inter e Juventus non potrà mai essere una serata da rose rosse. Niente cena al lume di candela, rivali sempre e amanti mai, perché il derby d’Italia porta una scossa di elettricità senza tempo. San Siro torna a brillare dopo la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina con la grande classica del nostro calcio, la numero 255 nella storia della Serie A. Ci sono i nervi da tenere a bada e una marea di dettagli da considerare, non solamente tattici e tecnici. Locatelli alla viglia ha parlato di una Juve “carica e consapevole”, Chivu al solito ha mostrato la sua calma olimpica, con quell’espressione apparentemente imperturbabile. Una montagna incapace di piegarsi al vento. “La Juve e i derby? Per me sono sempre state partite normali” ha detto l’allenatore rumeno, pur ammettendo l’importanza della gara soprattutto dal punto di vista emotivo. Undici vittorie e un pareggio nelle ultime dodici partite per l’Inter sono un biglietto da visita da prima della classe, ma c’è un filo sottile a legare quest’anno l’Inter tra la vittoria e la sconfitta, soprattutto negli scontri diretti. Un nervo scoperto per Lautaro e compagni, chiamati ad una risposta autorevole con una delle rivali più sentite dal popolo del Biscione. Da quella vittoria della Juventus all’Allianz Stadium nella gara d’andata i destini sono cambiati diametralmente: nerazzurri in lotta per lo scudetto e Juventus in bagarre per l’Europa, con un avvicendamento in panchina tra Igor Tudor e Luciano Spalletti. “Sono una squadra ibrida capace di fare male a chiunque”, ha aggiunto Chivu parlando dei bianconeri, senza sbilanciarsi nemmeno su chi scenderà in campo. Niente di nuovo sotto il sole della Pinetina. “Barella e Calhanoglu sono a disposizione”, ma se l’italiano si candida per un posto da titolare - al posto di Sucic - in regia dovrebbe esserci Zielisnki, protagonista l’anno scorso al Meazza con una doppietta su rigore nel 4-4 pirotecnico sotto la gestione di Simone Inzaghi. Ricordi da mettere nel cassetto, perché ciò che conta oggi per l’Inter è la capacità di scendere in campo in ogni partita con lo stesso livello di concentrazione e determinazione. "Non dobbiamo metterci pressione da soli", sostiene Chivu, bravo anche a dribblare in maniera intelligente ogni domanda sugli arbitri, sempre più nell’occhio del ciclone. A San Siro fischierà La Penna, quarto uomo Daniele Doveri, chiamato nell’eventualità a spegnere il fuoco del match nelle due panchine. Chi guarderà la partita seduto almeno dall’inizio dovrebbe essere Pio Esposito, perché con Lautaro Martinez ci sarà Marcus Thuram, a segno all’andata insieme al fratello Kephren. Sarebbe stato affascinante osservare un derby d’Italia profumato di futuro, con il confronto tra l’ariete classe 2005 ex Spezia e il coetaneo Kenan Yildiz, l'incubo più cupo dell'Inter pensando agli ultimi confronti diretti. Può essere un incrocio da gara in corso, perché mai come sta sera anche chi subentrerà nella ripresa potrà fare la differenza. Fisicità ed esperienza in casa Inter, classe e imprevedibilità nelle mani della Vecchia Signora. Il futuro è oggi, senza dichiarazioni d'amore.