A Stankovic l'onore di piantare la bandiera dopo il derby vinto. E l'Inter continua ad osservarlo
Nel derby di Bruges c’è una tradizione che vale quasi quanto i tre punti: il club che vince la sfida deve piantare la bandiera al centro del campo condiviso da Cercle e Club Brugge. Un gesto simbolico, di appartenenza e di dominio cittadino. Quest’anno quell’onore è toccato ad Aleksandar Stankovic.
Il figlio di Dejan sta diventando sempre più protagonista con il Club Brugge, prendendosi spazio, responsabilità e riconoscibilità in una squadra abituata a vincere. Classe 2005, cresciuto nel settore giovanile dell’Inter, Stankovic ha lasciato Milano la scorsa estate a titolo definitivo per 10 milioni di euro, con il 15% sulla futura rivendita. Una cessione importante, ma tutt’altro che un addio.
Tra Inter e Club Brugge, infatti, è stato inserito un accordo di recompra in favore dei nerazzurri. Il diritto scatterà ogni estate dall’1 al 15 luglio, una finestra di due settimane in cui l’Inter potrà decidere se riportarlo a casa. La clausola ha validità per due anni: nel 2026 la recompra è fissata a 23 milioni di euro, nel 2027 salirà a 25 milioni.
Un dettaglio che racconta molto. Perché se è vero che il Brugge oggi si gode un centrocampista in crescita costante, è altrettanto vero che l’Inter non lo ha mai perso di vista. Anzi, lo tiene nel mirino con attenzione, consapevole di avere ancora il controllo sul suo futuro.
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