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I retroscena sul colpo Muharemovic-Juve e su una cessione 'win win' al SassuoloTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 08:15Serie A
di Marco Conterio

I retroscena sul colpo Muharemovic-Juve e su una cessione 'win win' al Sassuolo

Dall'inizio del 2021, la Juventus era certa: quel ragazzone bosniaco di nome Tarek Muharemovic, difensore centrale che giocava in Austria, al piccolo Wolfsberger, andava portato a casa. Così lo scouting guidato da Matteo Tognozzi, che lo vide con la Nazionale Under 18, decise di accelerare e di portarlo a Torino. Il contratto del centrale che sfiderà l'Italia in finale Playoff era in scadenza. Non c'era tempo da perdere. Tarek e la famiglia sono a Torino a metà giugno a parlare col club, l'affare si chiude il 21, per il giocatore era forte il pressing dalla Turchia col Karagumruk pronto a chiudere la trattativa. La prima stagione non fu come sperato, ma solo nel minutaggio: infortuni, stop, in Primavera stava però crescendo e convincendo, pur convivendo con un periodo sfortunato. La seconda stagione fa la spola tra Primavera e Next Gen, solo che manca un anno solo alla fine del contratto. Inizia a maturare nel club, col centrale in scadenza, anche la possibilità di farlo partire in caso di fumata nera. Il pressing decisivo per la conferma E' decisivo, qui, il pressing di Claudio Chiellini: il dirigente della Next Gen lavora con l'entourage del ragazzo per farlo restare a Torino. Firma, a cifre importanti per età e rendimento, un nuovo contratto di tre stagioni. E' la mossa che serve per non farlo partire. Diventa subito un perno della seconda squadra della Juventus, tante partite nella terza categoria italiana e il debutto tra i grandi. Poi arriva una chiamata importante da un tecnico che lo aveva conosciuto bene in bianconero come Fabio Grosso. La formula 'win win' per cederlo al Sassuolo Così viene ceduto al Sassuolo ma con una formula tanto chiacchierata in questi giorni perché virtuosa, perché in Italia è stata finora poco utilizzata. Ma che è una scelta 'win win' per un club. Una clausola che permette alla società cedente di avere addirittura il 50% sulla futura rivendita. Nei contratti italiani non è prevista la recompra se non con un gentlement agreement, che non è un accordo ufficiale ma comunque impossibile da fare per un club quotato in borsa. Per questo Cristiano Giuntoli, allora deus ex machina del mercato bianconero, sceglie questa strada. Non un prestito con diritto di riscatto e controriscatto, per non far pesare l'ingaggio sui bilanci, anche perché con una formula del genere in Italia è necessario stabilire anche lo stipendio al momento del ritorno nel club (e Muharemovic chiedeva l'adeguamento). No. E' un 50% sulla futura rivendita dopo un prestito con diritto di riscatto che è diventato obbligo per il Sassuolo. Perché è una mossa 'win win'? Facciamo un esempio. Se adesso l'Inter (non un nome a caso) dovesse offrire 20 milioni al Sassuolo per Muharemovic, alla Juventus basterebbero 10 per pareggiare l'offerta dei nerazzurri. E' come avere un'opzione (oltre a questa percentuale non si può andare per motivi legati alle NOIF) ma che alleggerisce il bilancio di un club (che incassa anche, 3 milioni più bonus dalla cessione) e che lascia aperte due porte: o un incasso importante, o la possibilità di farlo tornare alla metà del prezzo voluto dalla concorrenza.