FIGC, corsa alla presidenza: Malagò guadagna terreno dopo gli incontri con AIC e AIAC
Il confronto entra nel vivo e, dopo il secondo giro di consultazioni con Assocalciatori e Assoallenatori, la sensazione è che Giovanni Malagò abbia rafforzato la propria posizione nella corsa alla presidenza della FIGC. A Roma l'ex numero uno del CONI ha lasciato impressioni più convincenti rispetto a Giancarlo Abete, pur in un quadro ancora aperto e in evoluzione. Le delegazioni, più corpose rispetto al primo appuntamento, hanno coinvolto i vertici delle due componenti tecniche: Umberto Calcagno e Renzo Ulivieri insieme ai rispettivi staff dirigenziali. Il format è rimasto invariato, con incontri separati prima con Malagò e poi con Abete, ma il secondo passaggio ha confermato le indicazioni emerse nel primo: un lieve ma costante vantaggio per il primo.
La novità è che, sul piano programmatico, emerge una convergenza ampia. I temi sono condivisi, non sorprenderebbe che i due programmi fossero quasi uguali: "Le sensazioni sono positive", ha spiegato Calcagno, sottolineando il clima costruttivo dei colloqui. Abete ha ribadito: "Le persone sono importanti, ma qui si è partiti dai nomi e non dai contenuti. Servono idee condivise".
Comune anche l'idea di avere un ex calciatore al vertice del Club Italia, una richiesta molto chiara di AIC e AIAC, ma condivisa da entrambi i possibili candidati: per varie ragioni è difficile che si tratti di Gianfranco Zola, mentre Paolo Maldini - accostato a Malagò - intriga un po' tutti.
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