Inter, Chivu: "La squadra ha sempre messo la faccia. Stankovic? Un pensiero su di lui lo faremo"
Ultimi passi verso lo scudetto. L’Inter domani affronta il Torino per avvicinarsi ancor di più al tricolore. Tra poco l’allenatore dei nerazzurri Cristian Chivu interviene in conferenza stampa per presentare il match contro i granata.
14.30 - comincia la conferenza stampa
Come arriva la squadra al match? Cosa chiede alla squadra?
"Serve l'atteggiamento giusto per portare a casa la partita e cercare di essere dominanti e capire i momenti".
Come state vivendo il momento?
"Siamo sereni come sempre e consapevoli del lavoro svolto. Sappiamo quanto abbiamo lavorato ma siamo consapevoli che mancano ancore partite e punti a uno dei nostri obiettivi".
Com'è riuscito a tirare fuori questo rendimento dopo la sosta?
"Io parlo di una stagione intera, siamo arrivati alla sosta con un bel vantaggio. Arrivarci con la sconfitta contro il Milan ha creato qualche critica, poi abbiamo auto l'opportunità di fare buone prestazioni, la gara con la Roma è stata importante e poi a Como eravamo consapevoli della difficoltà e l'abbiamo portata a casa".
Negli Stati Uniti aveva parlato di interismo e dopo il Como di Pazza Inter, dovesse arrivare anche uno dei trofei, si può parlare di impresa?
"Questa squadra ha cercato sempre di fare imprese ed è sempre stata competitiva. Quando alleni l'Inter hai grandi obiettivi. Questa squadra ha dimostrato quanto è competitiva ed è sempre stato un obiettivo per noi.".
Come sta Bastoni?
"Stringe i denti e sta facendo lavoro di condizionamento atletico. Oggi si è allenato con la squadra, Petar sta bene e negli ultimi due mesi ha avuto un problema alla mano con una tripla frattura e non l'abbiamo mai detto. Tanto di cappello a lui, ha giocato tante partite con il gesso, ora che sta bene è tornato a pieno regime. Ora non è più condizionato, la mano lo aveva un po' frenato".
Cos'è una cosa che non le abbiamo mai chiesto?
"Non mi viene in mente niente, siete talmente bravi con le domande. Non ci ho mai pensato, l'anno prossimo se sarò ancora qua vi potrò dire meglio nel dettaglio le domande che avrei voluto (ride ndr)".
Come spiega la differenza tra primo e secondo tempo?
"Noi abbiamo fatto più di cento gol in stagione, tutti parlano di quello che è accaduto nelle ultime partite. Io parlerei di una squadra che ha sempre messo la faccia e che ha cercato di essere competitiva, nel bene e nel male, cercando sempre la prestazione. Ultimamente forse abbiamo alzato un po' il livello dal punto di vista dell'orgoglio rispettando l'avversario".
Vuole sempre un'Inter che segni tanto?
"I gol si fanno e si prendono soprattutto quando hai un atteggiamento propositivo. Dipende dalla squadra che affronti anche. Poi credo che la cosa più importante sia essere propositivi, sarebbe un eccato non sfruttare la qualità individuale dei ragazzi. Credo siano finiti i tempi un cui le miglior difese vincono i campionati. Il calcio è più dinamico e più di intensità. Possiamo ancora migliorare, l'altra sera Bayern-Real è finita 4-3. Il calcio si sta piegando sempre di più nelle transizioni offensive, bisogna adattarsi".
Come sta Lautaro? Gioca Sommer?
"Lautaro è migliorato e la settimana prossima dovrebbe rientrare in gruppo. Sommer vediamo domani".
Come ricorderebbe tra dieci anni questo gruppo? In che cosa si sente migliorato?
"Io faccio la mia esperienza, ho la fortuna di allenare una squadra che conosco bene, avevo la fortuna di conoscere un po' tutti e tutto. Non sono stato sorpreso da nulla nella professionalità, mi ha colpito la parte umana dei ragazzi che hanno cercato di fare qualcosa di straordinario. Mi prendo questa volontà loro e il senso di appartenenza. Mi ha colpito l'unità. Quando hanno capito che si può essere competitivi e andare contro la narrazione sono rinati e hanno trovato la motivazione giusta per essere quello che sono sempre stati e non è un caso che siamo primi con un bel margine e una finale di Coppa. Potevamo fare meglio in Champions ma lì mi prendo io la responsabilità. Sono orgoglioso di loro, li amo da morire e a volte mi viene in mente che mettere un giovane allenatore forse gli ha creato qualche disagio per certi aspetti. Io però gli ho sempre detto tutto in faccia".
Aleksandar Stankovic vorrebbe riportarlo qui?
"Stiamo già andando oltre, cominciamo a parlare di mercato. Lui è un giocatore che stiamo seguendo con attenzione e sappiamo tutto quello di buono che ha fatto. Io lo conosco benissimo da quando aveva 4 o 5 anni, è quasi come un figlio per me. Lui è cresciuto nel campionato svizzero e belga, abbiamo scelto di fargli fare un'esperienza in un campionato competitivo ed è stata fatta una scelta consapevole. Un pensero su di lui lo faremo in fase di mercato senza problemi".
14.50 - termina la conferenza stampa
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