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Lo Special One per fermare il dominio del Barça. Ma al Real servirà il miglior MbappéTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 14:26Calcio estero
di Michele Pavese

Lo Special One per fermare il dominio del Barça. Ma al Real servirà il miglior Mbappé

La sfida del tecnico portoghese non sarà facile e servirà anche l'aiuto del giocatore più importante della rosa. Mbappé vuole la sua prima Champions League e il Pallone d'Oro.
Il Real Madrid ha scelto di tornare al passato per costruire il futuro. José Mourinho è di nuovo l’allenatore dei Blancos, tredici anni dopo l’ultima volta, con una missione precisa: fermare il dominio del Barcellona e riportare quella mentalità feroce che aveva caratterizzato la sua prima esperienza sulla panchina del Bernabéu.

Rimanere a bocca asciutta non è contemplato

La scelta arriva in un momento particolare. Il Barça ha dominato le ultime stagioni conquistando due titoli consecutivi, costruendo certezze e una nuova identità, mentre il Real Madrid è rimasto a guardare dopo anni di successi europei. Per questo Florentino Pérez ha deciso di affidarsi a un tecnico abituato alle grandi battaglie, all’uomo che nel 2012 riuscì proprio a interrompere il ciclo del Barcellona di Guardiola conquistando una Liga storica da 100 punti. Mourinho non torna per rivivere il passato, ma per ricreare quello spirito, come ha chiarito in conferenza stampa: "Questo è già il mio Real Madrid, nel bene e nel male", spiegando di non voler cercare la perfezione ma una mentalità vincente. E il messaggio più forte è stato quello legato agli obiettivi: "Finire una stagione senza trofei al Real Madrid non è una stagione di successo".

Il ruolo di Mbappé

Lo Special One dovrà soprattutto restituire equilibrio a una squadra piena di talento ma chiamata a diventare un gruppo. La sua idea è chiara: nessuno può sentirsi escluso dal sacrificio, nemmeno i fenomeni. "Bisogna difendere in undici", ha ribadito, indicando una delle sue priorità: trasformare il talento individuale in una forza collettiva. E al centro delle discussioni c’è inevitabilmente Kylian Mbappé; il francese ora deve trasformare le aspettative in trofei, in particolare quella Champions League che - ironia della sorte - la sua vecchia squadra ha conquistato due volte dopo la sua partenza. La corsa al Pallone d’Oro passa anche da qui: a Madrid non bastano più i numeri personali, servono titoli. Mourinho lo sa bene e dovrà aiutare Mbappé a diventare non solo il miglior giocatore della squadra, ma il leader di un nuovo ciclo. Il ritorno dello Special One riaccende così una rivalità storica: il Real vuole riprendersi la Spagna, il Barça vuole difendere il suo trono. E Mourinho, ancora una volta, è chiamato a fare ciò che gli è sempre riuscito meglio: trasformare una sfida impossibile in una battaglia da vincere.

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